Il turismo gastronomico fa bene alla dieta e alla mente. Lo dice la scienza

Viaggiare non solo ci espone a una vasta gamma di sapori diversi, ma evidenzia anche l’importanza di essere aperti a culture e cucine differenti dalle proprie.

Lo conferma un recente studio pubblicato sul MDPI Journal. Dai risultati raccolti da questo studio approfondito risulta che coloro che sono disposti ad accogliere cibi etnici tendono a godere di una varietà più ampia e nutrizionalmente ricca nella loro dieta. Questa abitudine consente di  contrastare efficacemente i rischi legati alla monotonia alimentare e alle carenze nutrizionali.

Esplorare diverse culture attraverso il loro cibo stimola il nostro senso di avventura e ci guida verso un regime alimentare più ricco e sano” osserva Julianna Marshall, esperta di viaggi dell’International Drivers Association.

La ricerca è anche un invito a contrastare la la paura di sperimentare cibi nuovi o sconosciuti per alimentare la propria curiosità nella scoperta di tradizioni culinarie diverse e tutte da sperimentare. Avventurarsi nel turismo gastronomico durante i nostri viaggi è indice di apertura mentale. È un modo per sfuggire alla quotidianità e alla monotonia. 

Dal punto di vista nutrizionale apporta notevoli benefici alla nostra dieta ma anche alla mente che viene stimolata e esortata a sperimentare. Quest’ultima infatti si connette a culture diverse.  Quando si assaporano piatti del posto che si visita ci si avventura in un mondo tutto da esplorare, ricco di tradizioni e usanze diverse dalle proprie.

Una ricerca del BMJ Open Journal dimostra che le persone che durante un viaggio si mantengono attive con passeggiate ed escursioni tendono a a mangiare più frutta e verdura e scegliere pasti più sani ricchi di sostanze nutritive che permettono di promuovere effucecamente il loro benessere durante il viaggio.

Le ricerche sul turismo gastronomico inoltre mostrano che mangiare durante il viaggio è speciale per come coinvolge i nostri sensi, le nostre emozioni e anche le persone con cui condividiamo l’esperienza. Nel momento in cui si sta sperimentando qualcosa di nuovo i nostri sensi risultano più acuti e sintonizzati sul momento che si sta vivendo.

Che si tratti dell’eccitazione di provare qualcosa di nuovo o della gioia di un pasto che soddisfa le nostre aspettative pre-viaggio, queste esperienze gastronomiche rimangono con noi nel tempo. I viaggiatori che amano esplorare nuove cucine trovano i loro pasti memorabili. È merito del un mix di esperienze sensoriali, emozioni intense e del gusto della novità di tutto ciò.

 Il consiglio degli esperti di viaggio in materia di turismo gastronomico è che quando si mangia durante un viaggio non si ha a che fare col cibo ma con un’avventura gastronomica tutta da gustare a pieno che contribuisce a rendere il viaggio memorabile.