Una serie dal retaggio storico che in Inghilterra ha cambiato forme, stili e stereotipi della fantascienza. Il Doctor Who nasce nel 1963 ma ritorna in tv (e con uno sguardo più moderno) nel marzo del 2005 (in Italia arriva solo a novembre dell’anno successivo). Il revival fu un grande successo e nel tempo è diventato un faro per una serialità di cuore e di pancia, che affronta temi come la paura del “diverso” e il senso stesso di integrazione.
Questa è, di sicuro, una serie tv che esulta dalle solite logiche di mercato. Doctor Who è qualcosa di unico nel panorama televisivo di oggi e di ieri. Nasce in Inghilterra nel lontano 1963 come serie “classica” e girata in bianco e nero, e mette in scena un racconto schietto e sincero su un uomo che viaggia avanti e indietro nel tempo, insegnando ai più piccoli il valore dell’umanità. Di così grande successo che lo show ha attraversato un lungo periodo della storia della tv, raccontando miti e leggende di un mondo che evolve e ha la capacità di guardare al futuro. Nel 1989 fu cancellato a causa di un vistoso calo di ascolti, nel 1996 ci fu un tentativo di riportare la serie in auge ma l’esperimento fu un fiasco. Fino a quando, a inizio degli anni 2000, Russell T. Davis (sceneggiatore celebre per aver portato in tv il mito di Queer as Folk) riesce a compiere un vero e proprio miracolo.
Prende l’essenza stessa del Doctor Who e crea attorno a lui una nuova mitologia, storie di spessore e personaggi dal grande appeal. Il primo episodio della “nuova era” arrivò in tv nel marzo del 2005 – era il 26 – e, nonostante qualche sbavatura e un paio di episodi che non hanno funzionato, il successo fu immediato. Tanto è vero che, attualmente, sono in programmazione gli episodi della quindicesima stagione (che arriverà su Disney+ dal 12 aprile). Cercare di spiegare cosa sia il Doctor Who e cosa abbia significato per tutto il mondo della tv moderna non è affatto facile. La serie non è solo un racconto di fantascienza ma qualcosa che va ben oltre: è una storia che spiega con parole schiette il significato della parola diversità e della sua unicità.
Chi è il Signore del tempo che vola nello spazio insieme al Tardis
È un alieno viaggiatore del tempo dalle sembianze umane che si fa chiamare semplicemente Il Dottore. Esplora l’universo a bordo del Tardis , una macchina senziente capace di viaggiare nello spazio e nel tempo attraverso il cosiddetto “vortice del tempo”. L’aspetto esterno del Tardis è quello di una cabina blu della polizia inglese, comunemente visibile in Gran Bretagna negli anni sessanta. Il Dottore è quasi sempre accompagnato da dei compagni di viaggio terrestri, insieme ai quali affronta nemici, salva intere civiltà e aiuta chi è in difficoltà. La serie, con i suoi 61 anni di programmazione (continuativa dal 1963 al 1989 e ripresa per l’appunto nel 2005) e con più di 800 episodi (realizzati a colori a partire dal 1970) detiene il record di serie televisiva di fantascienza più longeva al mondo e di maggior successo in termini di ascolti televisivi, vendite di libri e DVD e traffico su iTunes. Per questi motivi è citata nel Guinness World Records.
Il programma è considerato una parte significativa della cultura popolare del Regno Unito ed è diventato una serie di culto. Una serie longeva che ha visto, ovviamente, il Dottore cambiare volto più volte. Il passaggio da un dottore a un altro, con tutti i cambiamenti che esso porta, viene descritto nella trama come una “rigenerazione“, un processo vitale dei Signori del Tempo attraverso il quale il Dottore continua a vivere in un nuovo corpo, diverso dal precedente, ma che comporta anche un cambiamento nella personalità. Nonostante i cambiamenti di carattere e le diverse interpretazioni, si possono notare aspetti comuni di uno stesso personaggio.
Tra fantascienza e realtà: la serie che parla di ciò che siamo e ciò che vorremmo essere
Compattare tutto il fenomeno non è facile. C’è da dire, però, che se il Doctor Who – in tutte le sue incarnazioni – ha cavalcato il tempo e trovando il modo di imporsi in un mercato televisivo così instabile, significa che ha saputo trovare la storia giusta da raccontare. Con tutti i più classici clichè di un romanzo di fantascienza, la serie ha mostrato gli aspetti più intimi e personali dell’animo umano, senza mai scendere a compromessi con nessuno. E, più di tutti, l’immagine del Dottore ha proiettato sul pubblico tutti gli usi e costumi della nostra modernità, sfatando miti e leggende. Una particolarità che ha reso tale uno show che si è innovato senza perdere la sua identità.