Sudafrica: “Rubano terre e uccidono i bianchi”. Trump minaccia di disertare il G20 a Johannesburg



Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato a far parlare di sé con dichiarazioni forti in merito alla situazione politica e sociale del Sudafrica.

In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha attaccato duramente il governo sudafricano, accusandolo di espropriare terre agli agricoltori bianchi e di non intervenire efficacemente contro le violenze nei loro confronti. Ha definito queste pratiche come una “confisca delle terre” e ha parlato di “genocidio”, accusando i media internazionali di ignorare deliberatamente quanto sta accadendo.



Al centro delle polemiche c’è la legge sudafricana sull’espropriazione, approvata nel 2024, che consente al governo di requisire terreni senza compensazione economica nei casi in cui siano ritenuti non utilizzati o di interesse pubblico. L’obiettivo dichiarato è quello di correggere le disuguaglianze del periodo dell’apartheid, ma la legge ha suscitato forti critiche soprattutto da parte delle comunità agricole bianche, che temono una deriva autoritaria e discriminatoria.

Trump ha anche annunciato la possibilità di disertare il prossimo vertice del G20, previsto per novembre 2025 a Johannesburg, come forma di protesta contro le politiche del governo sudafricano. Inoltre, ha dichiarato l’intenzione di sospendere gli aiuti americani al paese e di offrire asilo o cittadinanza agli agricoltori sudafricani “perseguitati”.

La risposta del governo sudafricano non si è fatta attendere: le autorità hanno definito infondate e irresponsabili le affermazioni di Trump, ribadendo che la riforma agraria è parte di un processo costituzionale volto a sanare ingiustizie storiche, senza discriminazioni razziali. Hanno inoltre invitato la comunità internazionale a rispettare la sovranità e le leggi sudafricane.

La situazione rischia ora di creare una frattura diplomatica tra Stati Uniti e Sudafrica proprio alla vigilia di un evento internazionale importante come il G20, che potrebbe trasformarsi in un palcoscenico di scontro politico oltre che economico.