Trump: Le trattative con l’Iran stanno andando bene, ma “nulla conta finché non c’è accordo”



Donald Trump è tornato al centro della scena internazionale con una dichiarazione che mescola ottimismo e cautela riguardo ai negoziati in corso con l’Iran. In un post sul suo social network ha affermato che “le trattative stanno andando bene”, ma ha subito aggiunto: “Nulla conta finché non c’è un accordo firmato”.

Nonostante la linea dura adottata durante il suo primo mandato, che portò all’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare (JCPOA) nel 2018, Trump sembra ora interessato a un nuovo approccio più pragmatico con Teheran. Secondo fonti vicine ai negoziati, i colloqui – che coinvolgerebbero intermediari europei e arabi – puntano a una de-escalation della tensione nella regione e alla possibilità di un’intesa su alcune attività nucleari dell’Iran, in cambio di un allentamento delle sanzioni.

La frase “nulla conta finché non c’è accordo” richiama uno dei mantra preferiti di Trump in materia di affari: tutto è negoziabile fino all’ultimo secondo. In politica estera, questa visione si traduce in una strategia che privilegia risultati concreti, accordi bilaterali e vantaggi immediati per gli Stati Uniti.

Tuttavia, gli analisti invitano alla prudenza. L’Iran, nonostante l’interesse a far ripartire la sua economia, non sembra disposto a cedere facilmente su questioni strategiche come l’arricchimento dell’uranio o il supporto a milizie nella regione.

C’è chi interpreta le parole di Trump anche in chiave interna: mostrare di poter raggiungere un accordo con un nemico storico degli Stati Uniti potrebbe rafforzare la sua immagine di “deal maker” e leader capace di risolvere crisi internazionali. Resta però da vedere se alle parole seguiranno fatti concreti.

Nel frattempo, gli occhi del mondo restano puntati sui colloqui. E come dice Trump: tutto è sul tavolo, finché non c’è una firma.