Tra horror e paranormale, Evil è la serie tv che racconta il lato oscuro della fede cattolica

Disponibile in Italia su Paramount+, Evil è una serie tv che è stata baciata da un grande successo di critica e pubblico. Per nulla banale nei temi e nella messa in scena racconta cosa c’è dietro la fede cristiana, analizzando il misticismo religioso in una storia molto impattante. Tutte e 4 le stagioni sono in streaming.

Il credo religioso è una questione complessa che, da sempre, anima un dibattito acceso. E lo accende anche la serie tv di Evil, andata in onda in America dal 2019 al 2024 mentre in Italia (arrivata in sordina) è disponibile per gli abbonati a Paramount+. Una serie che è unica nel suo genere e che sfugge dalle classiche logiche di mercato e, proprio per questo, ha trovato il modo di farsi spazio in un contesto complicato e ostile. Nasce come un “semplice” crime drama dalle forti venature horror, paranormali e metafisiche ma, fin da subito, ci si trova di fronte a una serie del tutto inedita e che tocca con cognizione di causa il “problema” della fede religiosa. In passato ci sono stati altri prodotti che hanno cercato di raccontare il credo in un’ottica più moderna ma in pochi hanno trovato il consenso.

Evil, in un certo qual modo, ha trovato il linguaggio giusto e la storia giusta da raccontare. Prendendo spunto da X-Files, Fringe e da tutte quelle produzioni che affrontano la “scienza di confine”, Evil ha portato in tv un qualcosa di nuovo e fuori dagli schemi. Ha parlato di religione, ha parlato di fede cristiana e ponendosi i dubbi su tutte le incongruenze delle sacre scritture e, più di tutti, ha saputo parlare delle forze male, del suo potere affabulante e di quanto proprio quel potere abbia contaminato persino la religiosità, sfociando nel misticismo più puro. Pur non adatta a tutti, dato che alcuni episodi sono veramente disturbanti, Evil convince perché racconta i tempi moderni, le cospirazioni, gli incubi e deliri della contemporaneità ponendo l’attenzione sull’influenza del male nella vita di tutti giorni. Ciò che emerge è un ritratto fin troppo schietto di un mondo allo sbando.

Evil, di cosa parla la serie tv?

Sullo sfondo di una New York tentacolare, la vicenda mostra la vita della dottoressa Kristen Bouchard (una scettica psicologa forense), di David Acosta (un seminarista cattolico che sta per diventare prete) e Ben Shakir (un esperto di informatica e tecnologia) che vengono assunti dalla Chiesa Cattolica per indagare su presunti incidenti soprannaturali. Incidenti che, a primo impatto, non hanno nulla di straordinario ma che possono essere spiegati grazie alla scienza e alla razionalità. Col passare del tempo, però, i tre vedono le loro vite personali intrecciarsi sempre di più a causa di strani eventi, nonché a causa di alcuni individui responsabili di tali eventi, tra cui il dottor Leland Townsend.

Lui uno psicologo forense come Kristen ed è sempre stato un suo rivale. All’improvviso sembra ossessionato dalla dottoressa e dalla sua famiglia, ed è proprio Kristen che viene scoprire un piano subdolo delle forze del male che agiscono quasi alla luce del sole per scatenare un’apocalisse del genere umano e un’implosione della stessa fede cattolica.

Evil che racconta le forze del male attraverso gli occhi del bene

Dicevamo, la serie nasce come il più classico crime drama dove in ogni episodio si rivolve il “caso della settimana” ma, in realtà, Evil nasconde molto bene le sue vere intenzioni. Si spinge in una critica ampia e articolata sui concetti stessi della fede cattolica, facendo paventare il dubbio su cosa sia giusto e su cosa sia sbagliato, e mostrando quanto i nostri stessi dogmi possono essere labili e contestabili.

Evil, infatti, parte da un punto chiave: l’uomo si è allontanato dalla fede, ha perso la voglia di credere in qualcosa e, proprio per questo motivo, il male ha trovato diffusione nella nostra modernità. Non è il male dipinto con il volto di Lucifero (o almeno non è solo quello) ma è un male che è insito nella conoscenza, nella tecnologica e che è insito nella stessa mente umana, che stimola il dibattito e che spinge l’uomo a porsi domande lecite su ciò che siamo e su ciò che potremmo diventare.   

Evil, un progetto che funziona  

In una manciata di episodi la serie ha trovato la sua dimensione e ha saputo spingersi verso territori inesplorati. E funziona, e anche molto. Evil è una serie completa, unica, che miscela molti generi ma non scende mai a compromessi con niente e nessuno. Questa caratteristica ha dato agio allo show di trovare spazio nell’attuale panorama televisivo. È rimasto pochi anni hanno ma il suo ricordo ancora non è andato via.