Il Salone del Libro di Torino inaugura la sua Trentasettesima edizione

Ha levato il sipario oggi la trentasettesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, manifestando sin dalle prime ore un’imponente affluenza di pubblico e un fervore palpabile tra gli stand espositivi

Il Salone, la kermesse che si estende su una superficie di oltre 137.000 metri quadrati, si preannuncia come un crocevia fondamentale per l’intero ecosistema editoriale italiano e internazionale.


La cerimonia inaugurale, tenutasi nell’Aula Magna, ha visto la partecipazione del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, dell’Ambasciatore dei Paesi Bassi e del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, la cui regione è quest’anno l’ospite d’onore.

Un parterre istituzionale di rilievo che sottolinea la centralità strategica dell’evento nel panorama culturale nazionale e come sempre presente D’Amato Editore.


Le prime indicazioni suggeriscono una potenziale crescita rispetto agli eccellenti risultati della passata edizione, che aveva superato i 222.000 visitatori.

Il Salone ospita una variegata rappresentanza del mondo del libro, dai grandi gruppi editoriali alle realtà indipendenti (con 1.225 marchi editoriali e oltre 700 editori presenti), includendo proposte territoriali, ospiti internazionali e le diverse anime della filiera librari.

Il programma prevede un fitto calendario di 2.000 incontri all’interno del polo fieristico, affiancato da 500 eventi diffusi in tutta la città grazie al Salone Off.
Se il tema conduttore di quest’anno, ispirato ai versi di Eugenio Montale (“Le parole tra noi leggere”), invita a una riflessione sulla delicatezza e la potenza del linguaggio, l’appuntamento torinese si conferma un osservatorio privilegiato per affrontare le complessità del presente.


Geopolitica e crisi internazionali al centro del dibattito Torinese:
Un segnale tangibile di questa vocazione è giunto dall’intervento inaugurale del Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che ha posto l’accento sulle gravi crisi internazionali in corso.

«Viviamo tempi duri», ha dichiarato il primo cittadino, «segnati da violenze inaccettabili: l’invasione militare di uno stato libero come l’Ucraina, gli attacchi criminali del 7 ottobre in Israele e le sofferenze indicibili che ogni giorno vediamo a Gaza.

È imperativo superare sovranismi e populismi che si rivelano anacronistici. Non esiste cultura senza giustizia, né pace senza verità. Il libro rappresenta il fondamento per costruire ponti di dialogo laddove altri innalzano muri di divisione».


Le parole del Sindaco Lo Russo evidenziano il ruolo cruciale che la cultura, e in particolare il libro, possono svolgere come strumento di comprensione e di resistenza di fronte alle dinamiche conflittuali globali.


Il Salone Internazionale del Libro di Torino si configura, dunque, come un appuntamento di primaria importanza non solo per gli appassionati lettori e gli operatori del settore, ma anche come un forum di discussione e riflessione sulle sfide del nostro tempo.

Nei giorni a venire, la città sabauda si trasformerà nella capitale del libro, un crocevia di idee e narrazioni che contribuirà a delineare le tendenze del mercato editoriale e a promuovere un dialogo costruttivo sulle questioni più urgenti dell’attualità.

L’edizione numero trentasette si preannuncia, pertanto, e ancora come un evento di significativa rilevanza culturale e sociale.