Cosa leggere nel mese del Pride? Ecco tre grandi classici della narrativa arcobaleno da non perdere

A giugno si celebra la fierezza di ciò che siamo e di ciò che siamo diventati. Il mese del Pride non è solo una ricorrenza dedicata alla comunità LGBTQIA+ ma un modo per riflettere su diritti e pari opportunità. La letteratura di ieri e di oggi, più volte, ha aperto una parentesi su questa realtà che pulsa e che da anni combatte per rivendicare la sua presenza. Per l’occasione, qui abbiamo selezionati tre libri per conoscere meglio la comunità arcobaleno.

Il Mese dell’orgoglio LGBT (anche conosciuto con il termine inglese Pride Month) è una ricorrenza internazionale che si celebra l’intero mese di giugno di ogni anno e sottolinea l’importanza della lotta per i diritti LGBT ed è soprattutto dedicato alla celebrazione e alla commemorazione dell’orgoglio lesbico, gay, bisessuale e transgender (LGBT). Il Mese dell’orgoglio è stato istituito in seguito ai Moti di Stonewall, una rivolta spontanea del 1969 a New York per i diritti LGBT. Il moderno Mese dell’orgoglio onora il movimento nato a New York a fine anni ’69 e celebra le sue vittorie ma anche le sue sconfitte. Questo per sintetizzare la gittata del “fenomeno” e per far comprendere quanto sia importante questa celebrazione. Da sempre, il cinema come la tv hanno aperto una parentesi sul mondo LGBT ma anche la letteratura sta prendendo molto spazio sull’argomento.

In effetti, ancora prima del cinema e della tv, i libri sono stati l’una fonte (certa) per diffondere pensieri e studi su questo ma su anche altri argomenti. Oggi, la narrativa LGBT sta avendo un ritrovato successo. Complici i social network e complici anche piccole e grandi case editrici, si nota un vero e proprio investimento su storie che si approcciano alla comunità LGBT. E lo fanno sia in forma di saggio che in forma di romanzo. Tra le tante pubblicazioni che si sposano per il mese del Pride, abbiamo selezionato tre grandi romanzi che racchiudono un po’ il senso stesso di orgoglio. Tre storie l’una diversa dall’altra e che meritano l’attenzione. 

Il giovane Mungo di Douglas Stuart 

Disponibile per Mondadori, questo è un romanzo bello ma controverso e che se prende i suoi tempi per entrare nel vivo della narrazione. È un’esperienza, però, molto intensa. Nati sotto stelle diverse, il protestante Mungo Hamilton e il cattolico James Jamieson vivono in un mondo iper-mascolinizzato nella Glasgow dei primi anni Novanta. Per essere considerati veri uomini, i due ragazzi dovrebbero essere nemici giurati, eppure diventano prima migliori amici e poi si innamorano, si aggrappano l’uno all’altro scoprendo la tenerezza e sognano di fuggire da quella città grigia e inospitale. Con un devastante atto di tradimento, però, la madre di Mungo lo manda negli altipiani della Scozia occidentale per fare di lui “un uomo”.

Perso nell’entroterra e sotto il controllo di due strani individui dietro i cui scherzi da ubriachi si nascondono violenza e ambiguità, Mungo affronta un’esperienza che non potrà mai dimenticare e deve fare appello a tutta la sua forza interiore e al suo coraggio per riuscire a tornare in un luogo dove lui e James possano ancora avere un futuro. Arricchendo di lirismo la vita quotidiana dei suoi personaggi, Douglas Stuart disegna un ritratto di figli senza padre, racconta il miracolo del primo amore in una storia avvincente e rivelatrice sul significato della mascolinità, sulla violenza che tocca molte persone queer e sui pericoli dell’amare qualcuno.

Gli Invisibili di Pajtim Stotovci 

In Italia grazie a Sellerio Editore, questo è un romanzo che per davvero lascia il segno. Così vero e sincero che è impossibile non restare imbrigliato nella sua storia. Si innamorano già dal primo incontro, seduti al tavolino di un bar. Arsim è albanese, Milos serbo, vivono a Pristina, in Kosovo, a metà degli anni Novanta, studiano all’università. Per entrambi la cultura di provenienza rifiuta le relazioni tra uomini. Eppure la loro storia sembra perfetta, l’anima e il corpo, lo spirito e la carne, Romeo ha trovato Romeo. Anche se Arsim è sposato, a seguito di un matrimonio combinato voluto dai genitori.

Di lì a qualche mese la guerra sconvolgerà le loro vite, serbi contro albanesi, milioni di profughi, una ferocia efferata che scatena il terribile naufragio di una nazione. Arsim e Milos avevano un sogno, e quel sogno è impossibile. Arsim partirà con la famiglia verso un paese straniero, Milos si arruolerà come medico, vivrà in pieno la disumanità della guerra. Il primo diventerà un marito violento, un padre tirannico, il secondo sembra sprofondare nell’oscurità. Storia di una grande passione che si infrange contro una realtà assurda e al tempo stesso atrocemente vera, Gli invisibili è un romanzo di rabbia e tenerezza spiazzanti che racconta in un unico sguardo l’amore e l’orrore e indaga con lucidità il ricatto implacabile dei desideri che ci torturano, perché “i sogni corrono dietro alle menzogne che diciamo a noi stessi”.

Il primo che passa di Gianluca Nativo 

Autore italiano che ha esordito per Mondadori con un testo ruvido ma importante che indaga sul senso stesso del coming out. Pierpaolo è cresciuto in un quartiere popolare alla periferia di Napoli, ma ha avuto la fortuna di nascere in alto, all’ultimo piano di una delle palazzine innalzate dal padre, e da quella posizione privilegiata lui e i genitori dominano la giungla di tetti, antenne e terrazzi abusivi sotto di loro. Studia medicina per accontentare i suoi, esce con le ragazze per non deludere gli amici, convinto che assecondando le aspettative degli altri possa difendersi da se stesso: ha vent’anni e ha appena capito di essere gay. Sono le cinque di mattina, è sotto casa dentro la macchina di un amico che gli piace e uno dei due forse è sul punto di svelarsi, quando l’intimità dell’abitacolo viene violata dalle luci blu delle volanti.

Non sono venuti a prendere lui, come si sorprende a pensare, ma pochi minuti dopo a sbucare dal portone scortato dai carabinieri è suo padre.Nei mesi seguenti, mentre il padre, condannato ai domiciliari, vivrà con la madre un tempo di clausura forzata e ripiegamento, in Pierpaolo avrà la meglio una spinta contraria e paradossale, di apertura alla città, al sesso, all’amore: è l’inizio di un percorso sempre più audace di esplorazione di sé e del proprio desiderio. Il primo che passa è la storia di una dolorosa e ingenua iniziazione sessuale, un coming of age nervoso e febbrile come certi film di Xavier Dolan.