Nonostante le buone premesse, la nuova stagione di And Just Like That (che è arrivata all’episodio numero 4) non riesce a convincere fino in fondo. È sparito il “sex”, è sparita la “City”, e sono sparite tutte le qualità maggiori che hanno reso un cult la serie tv. I tempi sono cambiati, le “ragazze” sono cresciute, ma perché questo accanimento?
Ci sarebbe molto da dire sulla terza stagione di And Just Like That, in onda in contemporanea con l’America su Sky e Now. La serie che è nata come una sorta di scommessa per rilanciare il mito (ancora vivente) di Sex and the City pare che abbia esaurito tutto il suo potenziale narrativo.
A fronte di due buone stagioni, la terza (che è attualmente in onda con l’episodio 4) non riesce a convincere fino in fondo nonostante il buon incipit iniziale. Si è perso la gioia di raccontare qualcosa di bello e di importante. In particolare, neanche la città di New York riesce a essere il collante giusto per le storie di Carrie e co.
Certo, le “ragazze” sono cresciute, si sono sposate, hanno avuto lutti e divergente ed è giusto che sia più centrate sulla loro vita privata e non solo sulla ricerca del lavoro, ma è innegabile che And Just Like That abbia perso il suo tocco magico.
Non si sogna più attraverso le vite di Carrie, Charlotte e Miranda. Anzi, si arriva alla consapevolezza che non esiste per nessuno il lieto fine ma non è altro che un nuovo inizio. Qui, diverse cose, a livello narrativo, non sono state prese in considerazione. Inoltre, sono tante le cose che non sono state sfruttate a dovere. E, proprio per questo motivo, gli episodi in onda non riescono a regalare quella riflessione giusta sul mondo che abbiamo intorno e sulla società trumpiana. And Just Like That è diventato l’ombra di se stesso e nessuno, forse, si è ancora reso conto che è meglio scrivere la parola fine alla serie invece di continuare con questo “accanimento”.
And Just Like That: lo show non ha più un’anima
L’estate è calda e solare a New York City e la vita delle tre amiche di sempre – Samantha non è stata proprio presa in considerazione – continua a essere frenetica. Al centro, però, non c’è la ricerca spasmodica di un lavoro o dell’amore vero, ma la famiglia e i sogni infranti rappresentano il motore della vicenda. Carrie ha cambiato casa e vive, tra alti e bassi, la sua relazione con Aiden (che ha scelto la famiglia e i figli invece che la vita sentimentale); Charlotte è proiettata nella crescita delle sue figlie, mentre Miranda è alla continua ricerca di se stessa e di una nuova identità.
New York non è più famelica come era un tempo. Non brilla con le sue bellezze e le sue contraddizioni, ma resta quasi spettatrice inerme di un collasso sistemico di grande valenza. Ciò che non convince di questa terza stagione è che le “ragazze” – ormai adulte e cinquantenni – non hanno più nulla da raccontare. Hanno vissuto – nel bene o nel male – i loro anni ruggenti. Ora perché continuare a raccontare un aspetto di una vita che non c’è più?
Carrie “succube” di un uomo che non la ama fino in fondo
Colpisce, tra le tante cose, quello che sta accadendo al personaggio di Carrie. Non è mai scesa a compromessi con nessuno, tranne con se stessa. Ha sempre combattuto per la sua femminilità e in quanto donna ha scelto sempre il suo bene. Dopo la morte (insensata) per Mr. Big nel primo episodio del sequel, Carrie ha affrontato le varie fasi del lutto con grande coraggio. Ora, non la si riconosce più. È tornata con Aiden, il suo secondo grande amore, ma è rimasta imbrigliata in una storia quasi autodistruttiva in cui è proprio Aiden che sceglie per entrambi. Carrie finisce per amare per entrambi senza avere nulla in cambio. Questa scelta, azzardata, ha fatto perdere spessore al personaggio e la sua potenza salvifica. Se anche Carrie abbandona la nave, non c’è più senso continuare a navigare in mare aperto senso di lei.
Una stagione 3 che, per ora, non funziona come dovrebbe
Fa male parlare in questo modo di And Just Like That ma, fino a questo momento, ci troviamo di fronte a una stagione minore. Ha poco o nulla da raccontare e ricicla i suoi stessi clichè senza aggiungere qualcosa di nuovo alla serie. Da qui in poi non si comprende il motivo per il quale non si pone fine a tutto questo e non si arriva ad affermare: “i tempi sono cambiati. Senza il sesso (e Samantha) e senza la city non c’è niente altro da dire”.
