Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato una “svolta importante” nella politica americana nei confronti della Russia. Ha preannunciato un annuncio significativo per lunedì prossimo.
La mossa arriva in un periodo di crescente frustrazione da parte di Trump nei confronti del Presidente russo Vladimir Putin e della persistenza del conflitto in Ucraina.
Nelle ultime settimane, il Presidente Trump ha espresso pubblicamente il suo disappunto per il mancato raggiungimento di una soluzione negoziata al conflitto. Ha affermato di essere “non contento di Putin” e di ricevere “un sacco di chiacchiere” dal leader russo. Queste si rivelano poi “prive di significato”. Questa retorica più dura segna un cambiamento nel tono dell’amministrazione Trump nei confronti di Mosca.
Al centro della prossima mossa di Washington ci saranno due pilastri: l’invio di ulteriori armi all’Ucraina e l’inasprimento delle sanzioni contro la Russia. Dopo una breve sospensione, l’amministrazione Trump ha già ripreso e accelerato le forniture di armi difensive a Kiev. Queste includono sistemi missilistici Patriot, affermando che l’Ucraina ha bisogno di difendersi dagli intensi attacchi russi.
La novità più rilevante riguarda il finanziamento di questi aiuti militari. Il Presidente Trump ha infatti dichiarato che gli Stati Uniti venderanno armi agli alleati della NATO. Questi alleati a loro volta le forniranno all’Ucraina, assumendosi il costo totale.
“Stiamo inviando armi alla NATO, e la NATO sta pagando per quelle armi, al cento per cento”, ha affermato Trump. Ha indicato che questo accordo sarebbe stato raggiunto durante il vertice NATO all’Aia a giugno.
Questa mossa sposta l’onere finanziario degli aiuti a Kiev maggiormente sulle spalle degli alleati europei. Questo è in linea con le reiterate richieste di Trump di un maggiore contributo da parte dei membri dell’Alleanza.
Contemporaneamente, Trump sta “valutando molto seriamente” un disegno di legge bipartisan del Senato, noto come “Sanctioning Russia Act of 2025”. Questo propone l’imposizione di dazi elevati (fino al 500%) sulle importazioni da paesi che continuano ad acquistare petrolio, gas, uranio e altri prodotti russi.
Questa misura, qualora venisse firmata, avrebbe ripercussioni significative su giganti economici come Cina e India. Finora, Trump aveva esitato a imporre nuove sanzioni per non compromettere i colloqui di pace. Tuttavia la mancanza di progressi in tal senso sembra averlo convinto a considerare opzioni più punitive.
L’annuncio di lunedì è atteso con grande interesse a livello internazionale. Questo potrebbe delineare una nuova fase della politica estera americana, con implicazioni dirette per la guerra in Ucraina e per le relazioni tra le principali potenze globali.





