L’Italia si avvicina a grandi passi verso l’uscita dalla procedura di deficit eccessivo da parte dell’Unione Europea.
È quanto emerge dalle parole del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, che oggi ha espresso ottimismo riguardo alla solidità dei conti pubblici italiani, allontanando l’ipotesi di una manovra correttiva e prospettando una maggiore “agibilità” per il futuro del paese.
“I conti sono in linea”, ha affermato il Ministro, rassicurando sulla traiettoria di rientro del deficit italiano. L’obiettivo dichiarato dal governo Meloni è quello di riportare il rapporto deficit/PIL sotto la soglia del 3% entro il 2026, un impegno ribadito anche negli incontri con i vertici europei, incluso il commissario Valdis Dombrovskis, con cui la premier Giorgia Meloni si è confrontata ieri.
La prospettiva di evitare una manovra correttiva, spesso impopolare e dolorosa per cittadini e imprese, rappresenta un segnale di fiducia nella capacità del governo di gestire le finanze pubbliche con le misure già in campo. Questo scenario, se confermato, permetterebbe all’Italia di recuperare maggiore autonomia nella definizione delle proprie politiche economiche.
L’uscita dai rilievi UE sul deficit non solo migliorerebbe la percezione internazionale della solidità finanziaria italiana, ma libererebbe anche risorse e opportunità per investimenti e riforme.
“Avremo più agibilità”, ha sottolineato Giorgetti, lasciando intendere che, una volta raggiunto l’obiettivo del 3%, il governo potrà godere di maggiore flessibilità per affrontare le sfide economiche e sociali, incluse le discussioni sul piano di riarmo europeo e l’eventuale utilizzo di nuovi strumenti come lo “Step” per sostenere l’industria della difesa e le tecnologie strategiche.
Tuttavia, l’ottimismo di Giorgetti arriva in un contesto dove le trattative a Bruxelles sul “ReArm” e sulle nuove regole di bilancio sono ancora in corso, con la premier Meloni che esprime cautela sul mix di prestiti e flessibilità proposto per il riarmo.
La vigilanza sui conti e il rispetto degli impegni presi con l’Europa rimangono priorità assolute per il governo, ma le dichiarazioni odierne del Ministro dell’Economia infondono fiducia sulla capacità dell’Italia di superare questa fase critica e guardare con maggiore serenità al proprio futuro economico.





