Da un romanzo di Stephen King al piccolo schermo: in streaming ci sono i primi episodi di L’Istituto

Disponibile sul canale di MGM+ (disponibile in Italia e in abbonamento su Prime Video), L’Istituto rappresenta una vera e propria scommessa per la serialità di genere. Non è solo una serie che, alla lontana, ricorda il mito di Stranger Things ma è anche un prodotto che cerca di dare smalto ai racconti del Re del Brivido che in tv non riescono mai a brillare come dovrebbero. 

Non è la prima volta che si tenta un approccio – sia al cinema che in tv – a un romanzo di Stephen King. Il celebre scrittore che ha regalato ai suoi lettori storie intrise di brividi e di deliri onirici, più volte concede i suoi racconti al mondo del cinema o del piccolo schermo per trasformare in immagini i suoi personaggi. Di rado, però, si trova l’approccio giusto. Negli anni ’90 ci ha provato il mito di IT, e di recente ha funzionato Mr. Mercedes ma, ad esempio, non hanno bucato lo schermo gli adattamenti di The Dome, Il cimitero Vivente e tanti altri grandi classici della letteratura horror.

In bilico tra cult e scult c’è anche L’Istituto. Ispirato all’omonimo romanzo che è stato pubblicato (anche in Italia) nel 2019, la serie è stata acquistata da MGM+, e dal 13 luglio è in streaming anche in Italia. Trattandosi di un canale tematico, la serie è visibile solo agli abbonati di Prime Video con un costo aggiuntivo al piano. In modalità gratuita, però, è possibile dare uno sguardo al primo dei due episodi già disponibili. E sono sufficienti per capire i suoi pregi e difetti. Al netto di qualsivoglia critica, L’Istituto potrebbe regalare tante soddisfazioni ma quel ritmo lento e cadenzato non aiuta a regalare alla serie il salto di qualità. 

L’Istituto, di cosa parla la serie tv 

Al centro della vicenda c’è Luke Ellis, dodici anni, genio precoce di Minneapolis, viene rapito nel cuore della notte. Si risveglia all’interno di una struttura anonima nel Maine: l’Istituto. Un luogo che sembra clinico ma è carico di inquietudine, dove altri bambini come lui (dotati di poteri telepatici o telecinetici) sono detenuti, studiati, usati. Non per il bene comune, ma per un bene “superiore”, secondo la direttrice dell’Istituto, Julia Sigsby (interpretata da Mary-Louise Parker).

L’obiettivo? Sfruttare le abilità di questi giovani per prevenire eventi futuri considerati catastrofici. Parallelamente, seguiamo Tim Jamieson (Ben Barnes), ex poliziotto con un passato traumatico e un presente segnato dall’apatia, che lentamente si avvicina all’Istituto e al mistero che lo circonda. Le due linee narrative corrono separate fino al punto d’impatto, dove la lotta personale di Tim si intreccia con la lotta collettiva dei bambini.

Una serie intrigante ma imperfetta 

Girata tra agosto e novembre 2024 in Nova Scozia, la serie L’Istituto è una fusione di atmosfere claustrofobiche, visioni distopiche e tensione emotiva- Lo stile narrativo oscilla tra il minimalismo delle scene iniziali, quasi intime, e l’escalation degli ultimi atti, dove l’azione esplode ma non sacrifica mai l’introspezione. Jack Bender, veterano di Lost, Il trono di spade e Mr. Mercedes, porta con sé la capacità di costruire mondi chiusi che sembrano vivi. Ogni inquadratura suggerisce una minaccia, ogni silenzio è carico. La regia punta sul non detto, sull’ambiguità.

E proprio lì si annida la paura. È una storia di bambini rapiti, sì. Ma soprattutto è una storia su come gli adulti giustificano l’indifendibile. È un racconto sull’empatia come forza rivoluzionaria. Sulla paura usata come strumento di controllo. E sulla possibilità, ancora viva, che i più piccoli possano cambiare il mondo, se prima riescono a salvare sé stessi. Nonostante le buone intenzioni, però, la narrazione (fino a questo momento) non implode mai e resta imbrigliato in uno schema che non regala alla storia quel quid per far compiere il vero salto di qualità. 

Prima della serie c’era il romanzo di Stephen King

Il sito web Book Marks, aggregatore di recensioni, ha riferito che il 35% dei critici ha dato al romanzo una recensione “entusiasta”. Definendo il libro come “il più viscerale racconto di bambini che trionfano sul male dai tempi di It e che dimostra ancora una volta perché King è il re dell’orrore.” È stato pubblicato in contemporanea negli USA e in Italia il 10 settembre 2019.