Un’ombra preoccupante torna ad allungarsi su Rogoredo, il quartiere milanese che per anni è stato sinonimo del “boschetto della droga”.
Nonostante le operazioni di bonifica che sembravano aver risolto il problema, recenti segnalazioni dipingono un quadro di preoccupante ritorno al passato. Rogoredo, almeno tre segnali d’allarme fanno temere una recrudescenza del fenomeno, con conseguenze drammatiche soprattutto per i più giovani.
A lanciare il grido di allarme è Simone Feder, psicologo della Casa del Giovane di Pavia, che da otto anni, insieme a un gruppo di volontari, opera sul campo a Rogoredo.
La sua testimonianza, condivisa anche su LinkedIn, è diretta e cruda: il boschetto è tornato a essere molto frequentato, con un numero sempre crescente di giovani e giovanissimi tra i frequentatori. “Questa sera a Rogoredo c’era tantissima gente. Troppa. E tra loro, tantissimi giovani. Ragazzi. Volti che potrebbero essere i nostri figli”, scrive Feder di ritorno da una delle sue missioni notturne.
Secondo le testimonianze raccolte da Feder tra i ragazzi, la causa principale di questo nuovo afflusso è una vera e propria guerra di prezzi tra le bande che gestiscono lo spaccio. Per accaparrarsi nuovi “clienti”, i clan stanno abbassando drasticamente i costi delle sostanze stupefacenti.
L’effetto di questa competizione spietata è devastante: la droga diventa accessibile a chiunque, con prezzi che, come sottolinea lo psicologo, sono “più accessibili di un pacchetto di caramelle”.
In particolare, a destare maggiore preoccupazione è il ritorno dell’ eroina. Conosciuta come la “nera”, viene venduta a soli 10 euro al grammo. Un prezzo che la rende la droga più economica e, di conseguenza, la più diffusa tra i frequentatori del boschetto.
Ma non è solo la quantità a preoccupare: l’allarme riguarda anche le modalità di assunzione. Sebbene alcuni la fumino ancora con le stagnole, i ragazzi hanno “riscoperto il buco”. Una pratica che era diventata meno comune negli ultimi anni e che ora riemerge con forza.
La conseguenza di questo ritorno all’iniezione è visibile lungo i binari e nei dintorni del boschetto: un triste scenario di siringhe ovunque.
Un’immagine che riporta alla mente i periodi più bui della tossicodipendenza, quando Rogoredo era il simbolo del degrado e della disperazione. Questo scenario non è solo un campanello d’allarme, ma un’indicazione chiara che qualcosa sta fallendo nella lotta contro la droga.
Le parole di Simone Feder e le immagini che descrive offrono un resoconto raggelante di una situazione che sembrava superata. La riemersione dell’eroina e la sua facile accessibilità, in un contesto di “guerra di sconti”, creano un cocktail letale per la salute e il futuro di tanti giovani.
La comunità e le istituzioni devono affrontare con urgenza questa nuova emergenza per evitare che il “fantasma di Rogoredo” torni a diventare una tragica realtà.
