L’espansione degli insediamenti e la fine dello Stato di Palestina





Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, figura di spicco dell’ultradestra, ha annunciato un’approvazione che potrebbe cambiare il volto della Cisgiordania. Inoltre, potrebbe mettere fine, secondo le sue stesse parole, all’idea di uno Stato palestinese. Il piano prevede la costruzione di 3.401 nuove unità abitative per i coloni nella regione nota come E1.



Il ministro Smotrich ha reso pubblica la decisione di autorizzare questo massiccio piano di insediamento durante un annuncio che ha fatto eco su tutti i principali media israeliani. La zona interessata, il “corridoio” E1, è un’area strategica della Cisgiordania. È situata tra Ma’ale Adumim e Gerusalemme Est. Questa regione, grande circa 12 chilometri quadrati, è già popolata da comunità beduine. Ospita una grande centrale di polizia israeliana.



L’espansione in quest’area è considerata da tempo un punto critico. Questo perché collegherebbe di fatto Gerusalemme Est agli insediamenti circostanti, frammentando ulteriormente il territorio palestinese. Ciò renderebbe quasi impossibile la continuità territoriale necessaria per un futuro Stato indipendente.



Il linguaggio usato da Smotrich è stato diretto e privo di ambiguità. Il piano “seppellirà l’idea di uno Stato palestinese”. Per molti, questa dichiarazione non è solo una provocazione, ma una chiara espressione della politica del governo di destra israeliano. Vede nell’espansione degli insediamenti non solo una questione di sicurezza, ma un obiettivo ideologico e politico.



L’annuncio ha già generato un’ondata di reazioni a livello internazionale. La comunità internazionale da decenni considera illegale la costruzione di insediamenti nei territori occupati.



L’espansione in E1, in particolare, è sempre stata vista come una linea rossa da non superare. Essa comprometterebbe definitivamente la soluzione a due Stati, che rimane l’obiettivo dichiarato di gran parte del mondo.



Mentre il ministro Smotrich si prepara a tenere una conferenza stampa per illustrare i dettagli del progetto insieme a Israel Ganz e al sindaco Guy Yifrach, si attendono le reazioni delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. La decisione viene da un governo di destra guidato anche da figure come Smotrich. Questo solleva seri interrogativi sul futuro della pace nella regione e sulla possibilità di riprendere i negoziati.



La costruzione di questi insediamenti non è solo una mossa edilizia. È una dichiarazione politica che sembra precludere ogni possibilità di coesistenza pacifica basata sulla creazione di uno Stato palestinese sovrano.