Il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, ha disposto il divieto di balneazione nel tratto di costa che va dal Rione Terra fino a via Napoli. Esso si estende fino all’altezza del civico 89 di Corso Umberto I. La misura, ufficializzata con un’ordinanza comunale, è stata adottata dopo i controlli effettuati dall’Arpac il 3 settembre. Questi hanno riscontrato parametri microbiologici oltre i limiti consentiti e quindi una qualità delle acque “non compatibile con la balneazione”.
Il nodo sociale: chi si è bagnato fino a ieri
Se da un lato l’ordinanza è chiara, dall’altro la realtà racconta uno scenario diverso. Fino a poche ore fa, cittadini, in particolare residenti della zona, hanno continuato a fare il bagno liberamente nel tratto vietato. Tra loro anche bambini, che fino a ieri si sono immersi nelle acque ora dichiarate non idonee.
Precedenti e ciclicità dei divieti
Non si tratta del primo episodio: in passato Pozzuoli aveva vissuto analoghi divieti temporanei, poi revocati dopo i successivi campionamenti. Il fenomeno sembra ciclico: al miglioramento temporaneo delle acque seguono nuove criticità, con conseguente altalena di ordinanze che crea disorientamento tra residenti e turisti.
Le istituzioni e i limiti della comunicazione
Il Comune ha annunciato che posizionerà cartelli di divieto lungo il litorale, ma la comunicazione non sembra essere stata tempestiva né incisiva. La discrepanza tra l’atto amministrativo e la quotidianità dei cittadini solleva un tema cruciale. Come tutelare davvero la salute pubblica se chi frequenta quelle acque non è adeguatamente informato o controllato?
In attesa dei nuovi esiti
L’Arpac effettuerà nuovi prelievi nei prossimi giorni per verificare se i parametri torneranno a livelli compatibili con la balneazione. Solo allora il divieto potrà essere revocato. Nel frattempo, l’indicazione ufficiale resta quella di evitare bagni e tuffi. Tuttavia, la realtà racconta una città che, per abitudine, mancanza di alternative o scarsa informazione, continua a vivere il mare senza alcuna percezione di rischio.




