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“Cara Mariangela,
è cominciata la scuola e con essa l’agenda dei nostri figli si riempie di impegni e attività da seguire. Tutto ciò trasmette una frenesia che a volte risulta difficile da gestire per noi genitori a cui tocca incastrare gli impegni dei propri figli con quelli lavorativi. Sono padre di due figlie, due gemelle di otto anni e nella programmazione delle attività da far loro seguire quest’anno mi sono ritrovato a discutere con mia moglie che ha una visione totalmente diversa dalla mia soprattutto per quanto riguarda la scelta di esse.
Noto sempre più che nella scelta delle attività extrascolastiche è lei che le influenza nutrendo aspettative nei confronti delle due piccole. Ciò spesso causa stress alle bambine. A me ciò non fa star bene. La scelta delle attività extrascolastiche dovrebbe avere alla base l’interesse, il desiderio e la motivazione da parte prima di tutto delle due bambine. Lo noto che vanno controvoglia, solo per accontentare o compiacere la loro madre. Vorrei che loro fossero libere di seguire le proprie aspirazioni.
Me ne preoccupo tanto perché anche io da piccolo ho vissuto una situazione analoga a quella delle mie piccole. Nel mio caso mi hanno costretto a suonare il pianoforte dall’età di sette anni perché era un desiderio di mio nonno. Come è andata a finire? Il pianoforte l’ho sempre odiato ma ora sono diventato un bravo chitarrista. Non so proprio come far ragionare mia moglie che sulla questione vuole avere solo lei voce in capitolo… Claudio”Caro Claudio,
è lodevole che come padre tu sia preoccupato sulla questione riguardante la scelta delle attività extrascolastiche delle tue bambine. Sono anche le tue figlie oltre a ad esserlo di tua moglie, non dimenticarlo mai! Questo lo dovresti puntualizzare anche a lei. Sulla questione spetta anche a te esporre le tue idee e considerazioni perché anche tu vuoi il bene delle tue figlie e in quanto padre vorresti risparmiare loro stress e demotivazione verso attività nei confronti delle quali loro non dimostrano alcun interesse.
La verità è che spesso i genitori proiettano sui propri figli quelli che un tempo erano i loro desideri e sogni. Non si rendono conto che la vita dei loro figli non è la loro. Non è detto che se da piccola volevo fare la batterista e i mei genitori non me lo hanno permesso, oggi mio figlio debba diventare il batterista che avrei voluto diventare io. Ho visto tanti genitori tracciare per i percorsi per i propri che a loro non si addicevano per niente, dalla scuola da frequentare, al corso di studi universitario, allo sport da seguire, allo strumento da suonare solo per assecondare non la capacità o aspirazione del proprio figlio me per assecondare un proprio desiderio capriccio, o aspettativa.
La scelta delle attività extrascolastiche dovrebbe valorizzare le capacità, le abilità, i desideri e i sogni dei propri figli. Solo così loro si sentiranno motivati ed entusiasti di seguirle. È un modo per incoraggiarli e stimolarli nel perseguire i propri sogni e desideri. Questi ultimi sono importanti. Aiutano ad acquisire l’autostima, l’autoefficacia, la perseveranza, e il senso di responsabilità nei confronti di un progetto. È un percorso che si intende perseguire.
È inutile riempire le agende dei propri figli se poi alla base di queste non c’è l’entusiasmo e la volontà di imparare. Inoltre, devono acquisire nuove competenze e risorse. È stupido farlo solo perché gli altri lo fanno e si pensa che se il proprio figlio non pratica uno sport o segue un corso di inglese sia da meno. Bisogna concedere ai propri figli anche un tempo vuoto in cui rallentare, in cui annoiarsi. Questo è importante perché la noia molto spesso genera reazione e creatività.
Un consiglio che mi sento di darti è prima di tutto di parlare con tua moglie facendo riferimento anche a quella che è stata la tua esperienza con le attività extrascolastiche da figlio. Non temere di dirle quello che senti realmente. Continua a volere bene alle tue figlie, a preoccuparti del loro benessere. Non smettere mai di incoraggiarle a fare ciò che a oro piace e a coltivare i loro sogni più autentici che meritano ascolto, spazio. È compito di noi genitori aiutarli, stimolarli, incoraggiarli affinché questi sogni essi diventino concreti.
A volte è meglio avere dei figli meno performanti e competitivi ma almeno soddisfatti e sereni di ciò che fanno. Questo permette di godersi un’età in cui sentirsi liberi di sperimentare, giocare, creare e anche annoiarsi. Meno agende piene ma più tempo di qualità in cui potersi concedere la possibilità di esprimersi a pieno. Questo senza giudizi, doveri o bisogno di compiacere qualcuno.
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