Caso Moro: Mollicone, “troppi misteri, serve una commissione di inchiesta sulla Guerra Fredda”

🏛️ Mollicone: “Troppe ombre, va indagato il contesto internazionale”

Il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha rilanciato la proposta di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulla Guerra Fredda. L’obiettivo è approfondire i molti aspetti ancora oscuri legati al caso Moro e al terrorismo italiano.
Nel corso del convegno “L’Affaire Moro e la Guerra Fredda” al Centro Studi Americani, Mollicone ha ricordato che, nonostante processi e precedenti commissioni, “permangono gravi incongruenze, dubbi e misteri” sulla vicenda. Questa vicenda nel 1978 sconvolse la storia della Repubblica.

📚 “La Commissione Moro 2 ha aperto nuove piste da approfondire”

Mollicone ha citato il lavoro della Commissione Moro 2, presieduta da Giuseppe Fioroni. Questa commissione aveva portato alla luce nuovi elementi legati ai rapporti internazionali del terrorismo italiano durante la Guerra Fredda.
“Occorre un ulteriore sforzo di indagine”, ha dichiarato, sottolineando come tra il 1948 e il 1992 l’Italia sia stata terreno di scontro tra potenze globali. Inoltre, influssi esterni e traffici di armi nel Mediterraneo hanno avuto un ruolo.

🕵️ “Il delitto Moro, tra geopolitica e segreti di Stato”

Durante l’intervento, Mollicone ha evidenziato che gli approfondimenti sul ruolo dei movimenti palestinesi, del centro Sismi di Beirut e dei rapporti internazionali dell’Italia hanno fatto emergere possibili condizionamenti esterni. Questi riguardano il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro.
“Il cosiddetto lodo Moro – ha spiegato – resta il cuore di molte vicende storico-giudiziarie. È necessario chiarirne finalità, modalità di applicazione e conseguenze sui rapporti con l’Alleanza Atlantica”.

🖼️ Il valore della memoria e del giornalismo d’inchiesta

Nel corso dell’incontro è stato presentato il catalogo fotografico “Lì troverete una Renault 4 rossa”. Il catalogo è dedicato agli scatti di Gianni Giansanti, che documentano trent’anni di storia italiana.
Mollicone ha ringraziato anche il giornalista Gian Paolo Pelizzaro, autore di una monografia basata su documenti d’archivio desecretati. Ha sottolineato come “il lavoro giornalistico, insieme a quello delle commissioni, sia essenziale per ricostruire la verità storica”.

🧩 “Moro non fu ucciso a via Montalcini”

Tra gli elementi più controversi citati da Mollicone, la tesi sostiene che Aldo Moro non sarebbe stato ucciso nel covo di via Montalcini, ma in un garage di Corso Vittorio Emanuele a Roma. Questo era a disposizione dell’ambasciata del Cile presso la Santa Sede e, secondo alcune fonti, era infiltrata dalla Stasi.
“Persino Mino Pecorelli – ha ricordato Mollicone – descriveva il covo come sovrastato da due leoni. Proprio come il box in cui secondo alcune perizie Moro sarebbe stato ucciso”.

📖 “Riportare la verità storica nel mondo reale”

Mollicone ha concluso citando Leonardo Sciascia:

“Come il Don Chisciotte, l’affaire Moro si svolge irrealmente in una realissima temperie storica. La verità sembrò generata dalla letteratura.”
E ha aggiunto:
“Oggi il nostro dovere istituzionale è riportare la verità – storica e documentata – nel mondo reale. Come scrisse Aldo Moro, la verità ha certamente per sé l’avvenire.”

FAQ

❓ Perché Mollicone chiede una nuova commissione d’inchiesta?
Per indagare i legami internazionali del terrorismo italiano e i misteri ancora irrisolti del caso Moro.

❓ Cosa sostiene la Commissione Moro 2?
Che il sequestro di Aldo Moro ebbe anche una dimensione geopolitica, con possibili interferenze di potenze straniere.

❓ Cosa si intende per “lodo Moro”?
Un accordo non ufficiale tra Italia e organizzazioni palestinesi che avrebbe influito sulle dinamiche di politica estera e di sicurezza nazionale.