La discussione sulla Legge di Bilancio per il 2026 entra nel vivo, ma le misure cardine del Governo non sono passate indenni dall’analisi dei principali organismi tecnici e di controllo dello Stato. Questa intensa analisi è centrale nella manovra.
Istat, Banca d’Italia, Corte dei Conti e Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) hanno espresso riserve e formulato avvertimenti critici su vari aspetti della manovra, in particolare sulle previsioni di crescita, sull’impatto sociale di alcune decisioni e sulla sostenibilità di misure specifiche come la rottamazione delle cartelle e la tassazione degli affitti.
La Rottamazione delle Cartelle: Rischio di Bassa Compliance
Una delle misure che ha attirato maggiore attenzione è la proposta di una nuova “rottamazione” o pace fiscale per le cartelle esattoriali. Se da un lato l’obiettivo è incassare rapidamente risorse per finanziare la manovra (si parla di circa un miliardo), dall’altro gli organismi tecnici mettono in guardia sui possibili effetti collaterali.
Corte dei Conti: L’organo di controllo ha sollevato il rischio di un calo della compliance fiscale futura. L’introduzione reiterata di condoni o sanatorie potrebbe, infatti, disincentivare i contribuenti virtuosi a pagare in tempo, creando l’aspettativa di una sanatoria futura a condizioni più favorevoli. Questo mina la credibilità del sistema di riscossione.
UPB: L’Ufficio parlamentare di Bilancio si concentra sulla cautela nell’utilizzo di queste entrate una tantum per finanziare spese ricorrenti, sottolineando la necessità di coperture strutturali per misure strutturali, specialmente all’interno della manovra prevista.
ISEE e Interventi Sociali: Benefici Diseguali
Le riserve sulla manovra toccano anche la sfera sociale e l’equità nella distribuzione degli aiuti, specialmente in relazione all’ISEE e alle politiche di sostegno al reddito.
Istat e Banca d’Italia: Gli studi di questi istituti indicano che gli interventi previsti a sostegno dei redditi e delle famiglie, pur se presenti, risultano “modesti” e tendono a favorire, in termini percentuali, i nuclei familiari con redditi medi e alti, lasciando un beneficio limitato alla fascia più povera della popolazione. In altre parole, la distribuzione dei risparmi d’imposta (dovuti anche ad altre misure) rischia di accentuare le disuguaglianze esistenti.
La Banca d’Italia ha specificato che le famiglie del quinto più ricco guadagnerebbero molto di più (anche più di quattro volte tanto) rispetto a quelle del quinto più povero, in termini di beneficio assoluto.
Affitti Brevi: L’Aumento della Cedolare Secca
Un altro tema caldo è l’aumento, contestato anche da parte della maggioranza, dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti brevi (dagli attuali 21% al 26% per chi possiede più di un immobile affittato in questo modo).
Effetto sul Mercato: Sebbene la misura miri a generare maggiori entrate e a contrastare l’eccessiva concentrazione di alloggi turistici, il timore sollevato è che possa in parte ricadere sui consumatori finali (turisti), portando a un aumento dei prezzi degli affitti brevi, o che possa spingere i proprietari verso forme di affitto meno regolarizzate.
La Visione d’Insieme: Crescita Modesta e Sostenibilità
Al di là delle singole misure, gli organismi tecnici hanno espresso un giudizio complessivo sulla portata della manovra.
UPB: L’Ufficio parlamentare di Bilancio ha giudicato gli effetti della manovra sull’economia italiana come “modesti” in termini di stimolo alla crescita, pur riconoscendo che i saldi di bilancio sono in linea con gli impegni di consolidamento presi in sede europea. La crescita prevista è definita “modesta” e prevede un impatto moderato su tutta la manovra stessa.
Banca d’Italia: Oltre ad avvertire sui benefici incerti per le imprese giovani o in perdita (relativamente agli incentivi fiscali sugli ammortamenti), ha esortato il Governo a evitare “modifiche inattese della tassazione” per non minare la fiducia degli operatori economici.
Mentre il Governo difende la sua manovra come prudente e responsabile, focalizzata sul mantenimento dei conti pubblici, le voci tecniche dello Stato invitano a riflettere sull’impatto a lungo termine di misure una tantum come la rottamazione e sull’effettiva equità sociale degli interventi, suggerendo che la crescita e la riduzione delle disuguaglianze potrebbero non essere sufficientemente sostenute.





