Caso Garlasco, nuovo Riesame a Brescia per l’ex pm Venditti: scontro aperto tra accusa e difesa

Secondo round davanti al Tribunale del Riesame per l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, accusato di corruzione in atti giudiziari. La Procura di Brescia punta ai suoi dispositivi informatici, ma la difesa parla di accanimento “fondato sul nulla”.

Al via il secondo Riesame a Brescia per l’ex pm Venditti

Nuova udienza davanti al Tribunale del Riesame di Brescia per l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito del caso Garlasco.
Il magistrato, accompagnato dal suo difensore Domenico Aiello, si è presentato in aula ma ha preferito non rilasciare dichiarazioni spontanee.

L’accusa sostiene che Venditti avrebbe favorito nel 2017 l’archiviazione di Andrea Sempio, ora nuovamente indagato per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi, la giovane uccisa nella villetta di via Pascoli a Garlasco nel 2007.

Le accuse e il primo sequestro annullato

Il procedimento arriva dopo che lo stesso Riesame aveva già annullato un primo decreto di sequestro dei dispositivi elettronici del magistrato (cellulare, pc e hard disk), giudicando la richiesta della Procura “generica e priva di specificità”.
Oggi, i pm bresciani Francesco Prete Claudia Moregola tentano un nuovo accesso ai dati contenuti nei dispositivi, ritenendoli potenzialmente utili alla prova del reato.

Secondo l’accusa, i file potrebbero chiarire rapporti, comunicazioni e transazioni tra inquirenti, familiari e difensori di Sempio. L’obiettivo è verificare se nel 2017 ci siano stati versamenti di denaro o vantaggi indebiti legati all’archiviazione del caso.

Il nodo del denaro e il ruolo della difesa

Nella richiesta di sequestro, la Procura sottolinea l’importanza di accedere a undici anni di informazioni digitali: chat, email, fotografie e documenti. Il sospetto è che alcuni messaggi possano essere stati cancellati dopo la riapertura del fascicolo.

Parallelamente, la difesa dell’ex magistrato respinge ogni accusa.
Mi chiedo quando finirà questo accanimento fondato sul nulla”, ha dichiarato Venditti all’Adnkronos al termine dell’udienza, ribadendo la propria estraneità ai fatti.

Il suo legale, Domenico Aiello, ha criticato duramente l’assenza in aula dei pubblici ministeri, definendola “una bancarotta del decoro”. Secondo Aiello, la Procura avrebbe mostrato superficialità e “assoluto disinteresse per gli effetti devastanti” che l’indagine sta producendo sulla vita del suo assistito.

Le testimonianze degli ex avvocati di Sempio

L’udienza arriva dopo le recenti audizioni degli ex legali di Andrea Sempio – Federico Soldani, Simone Grassi e Massimo Lovati – ascoltati come testimoni.
Lovati avrebbe ammesso di aver ricevuto denaro in nero dalla famiglia Sempio, riferendo che anche i colleghi potrebbero aver fatto lo stesso. Si tratterebbe, secondo quanto riferito, di somme non fatturate relative all’attività difensiva svolta nel 2017.

Tuttavia, gli inquirenti intendono chiarire se quei pagamenti siano stati regolari compensi professionali o denaro destinato a influenzare l’esito del procedimento.
Una distinzione che potrebbe cambiare radicalmente l’impianto accusatorio, riducendo il reato di corruzione a millantato credito o violazione fiscale.

La posizione della Procura di Brescia

La Procura di Brescia, competente a indagare quando sono coinvolti magistrati del distretto di Pavia, continua a ritenere che i dispositivi sequestrati contengano elementi chiave dell’inchiesta.
Secondo i magistrati, “nelle comunicazioni telematiche potrebbero trovarsi prove determinanti” sui presunti scambi tra l’ex pm e i legali di Sempio.

La stessa Procura, in una nota ufficiale firmata dal procuratore generale Guido Rispoli e dal procuratore capo Francesco Prete, ha replicato alle critiche della difesa invitando alla “continenza e al rispetto reciproco”, ricordando che il riserbo investigativo è un principio cardine per garantire la presunzione di innocenza.

Le parole di Venditti e il riferimento a Sartre

Nel corso dell’udienza, l’avvocato Aiello ha citato Jean-Paul Sartre e letto la poesia “L’anatema”, un testo che denuncia la malvagità e la calunnia come strumenti di distruzione morale.
Un gesto simbolico, a difesa della reputazione del suo assistito:

“Mi avete umiliato, calunniato e abbandonato, ma la mia stima non l’avete intaccata… Il mio onore trionferà, la vostra malvagità vi distruggerà”.

Un caso ancora pieno di ombre

Il caso Garlasco resta una ferita aperta nella giustizia italiana.
A 18 anni dal delitto di Chiara Poggi, e a dieci dalla condanna definitiva di Alberto Stasi, l’inchiesta sulla presunta corruzione che coinvolge Venditti e Giuseppe Sempio riapre vecchie domande su come sia stata gestita la fase investigativa.

In attesa delle motivazioni ufficiali del Riesame e dell’esito sull’eventuale restituzione dei dispositivi, la Procura di Brescia prosegue “a passo spedito”, certa che all’interno dei telefoni e computer sequestrati possano esserci prove decisive.

FAQ

Chi è Mario Venditti e perché è indagato?
È l’ex procuratore aggiunto di Pavia, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver presuntamente favorito l’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017.

Che ruolo ha la Procura di Brescia?
È competente a indagare su magistrati del distretto di Pavia e coordina l’inchiesta sulla presunta corruzione legata al caso Garlasco.

Chi sono i testimoni chiave dell’inchiesta?
Gli ex legali di Andrea Sempio – Soldani, Grassi e Lovati – che avrebbero ammesso di aver ricevuto pagamenti in contanti.

Cosa sostiene la difesa di Venditti?
Che l’indagine è infondata e basata su ipotesi prive di riscontri concreti. La difesa parla di accanimento giudiziario.