Monito da Google: “Se esplode la ‘bolla’ dell’IA non si salva nessuno


Borse in Caduta Libera. Sull’Allarme del CEO di Alphabet. Sundar Pichai alla BBC: “Elementi Irrazionali nel Boom Attuale”.

Le Borse mondiali hanno registrato una giornata di forti perdite. Sono state scosse dalle dichiarazioni allarmanti di Sundar Pichai, Amministratore Delegato di Alphabet (la holding che controlla Google). In una lunga intervista concessa alla BBC, il CEO ha espresso un severo monito sul rischio di una “bolla” speculativa nel settore dell’Intelligenza Artificiale (IA). Ha paragonato l’attuale entusiasmo a “elementi irrazionali” già visti in precedenti cicli di boom tecnologico.

La frase che ha fatto tremare i mercati è stata netta: “Se questa bolla dovesse scoppiare, nessuna azienda sarebbe immune, neppure noi”. Questo include anche realtà come Google.

Pichai, alla guida di una delle aziende che ha scommesso più di tutte sullo sviluppo dell’IA, ha di fatto rotto il silenzio. Ha parlato del lato oscuro dell’euforia che ha portato le valutazioni dei titoli legati all’intelligenza artificiale a livelli vertiginosi. È un settore dove Google è un attore chiave.

L’allarme del CEO di Alphabet alimenta i timori. Si teme che le attuali valutazioni record non trovino un adeguato riscontro nei ricavi e nella marginalità futuri delle tecnologie generative e dell’intera filiera IA. Questa filiera include dai produttori di chip ai fornitori di cloud. Ecco perché le parole di Google assumono un peso particolare.

Negli ultimi anni, i colossi del tech hanno investito centinaia di miliardi di dollari per potenziare data center. Hanno sviluppato modelli di IA sempre più complessi, spesso a costi di gestione e sviluppo esorbitanti. La preoccupazione è che il tasso di adozione e monetizzazione da parte delle imprese e dei consumatori non riesca a tenere il passo.

Irrazionalità del Mercato: Pichai ha chiaramente identificato un eccesso di aspettative e una dose di “irrazionalità”. Questo ricorda l’atmosfera che precedette lo scoppio della bolla dot-com all’inizio degli anni 2000.

L’uscita del CEO di Alphabet, proprio in un momento di attesa per la pubblicazione delle nuove trimestrali dei principali attori del settore, ha avuto un effetto immediato. Le Borse hanno reagito con un netto calo:

Le azioni dei principali produttori di chip e delle aziende leader nello sviluppo dell’IA, come Google, hanno subito le perdite maggiori.
Indici Globali in Rosso: L’ansia da “bolla” si è diffusa su tutti i mercati globali. I principali indici azionari hanno chiuso la giornata in territorio negativo.

Le parole di Sundar Pichai non rappresentano solo una cautela finanziaria, ma un vero e proprio avvertimento sistemico. Mettono in discussione la sostenibilità dell’attuale boom e suggeriscono conseguenze globali. In caso di inversione di rotta, le ripercussioni potrebbero coinvolgere anche i giganti della Silicon Valley, incluso Google.