Nordio contro Anm: “Serve il confronto tv”

Il ministro rilancia sul referendum giustizia: “Con la riforma magistrati più liberi dalle correnti”

Scontro sul referendum: Nordio attacca l’Anm

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio torna a criticare l’Associazione Nazionale Magistrati dopo il rifiuto del confronto televisivo già programmato nella trasmissione di Bruno Vespa.

In un’intervista ad Avvenire, Nordio si dice “sorpreso” dalla decisione:

“Avevamo già concordato la data del confronto. Mi sembra strano, spero che l’Anm cambi idea”.

Secondo il ministro, l’Anm teme che il dibattito possa assumere un “significato politico”, una motivazione che – afferma – rischia di impedire ai magistrati associati di confrontarsi con qualunque esponente di partito.

L’alternativa con il Comitato per il No? “Prima un rifiuto formale”

Alla proposta di sostituire il confronto con il professor Enrico Grosso, presidente del Comitato per il No, Nordio risponde:

“Prima voglio un rifiuto chiaro e definitivo dell’Anm, che ha promosso quel Comitato”.

Il ministro ribadisce che la priorità resta il dialogo diretto con i vertici dell’associazione dei magistrati.

“I magistrati non dipendono dalla politica, ma dalle correnti del Csm”

Nordio ribadisce che la riforma non compromette l’autonomia della magistratura:

“I magistrati sono e resteranno indipendenti dal potere politico. Ma oggi dipendono enormemente dal potere delle correnti”.

Il ministro indica il sorteggio dei membri del Csm come il punto più osteggiato dall’Anm:

  • riduce l’influenza delle correnti
  • limita il controllo interno sulle carriere
  • restituisce libertà ai magistrati

Per Nordio, questo aspetto è persino più temuto della separazione delle carriere.

Carceri: “Molto rumore per nulla”

Sul tema delle presunte restrizioni alle attività culturali nelle carceri, Nordio minimizza:

“È stato fatto molto rumore per nulla. La vicenda è chiarita”.

Garantisce inoltre che rimarrà un equilibrio tra sicurezza e funzione rieducativa.

Cosa significa politicamente

  • Lo scontro tra governo e Anm si inasprisce.
  • Il referendum sulla giustizia diventa terreno di battaglia istituzionale.
  • Nordio insiste sul messaggio politico: meno potere alle correnti, più libertà per i magistrati.