La Legge di Bilancio si arricchisce in corsa di un pacchetto di modifiche da 3,5 miliardi di euro presentato a sorpresa dal Governo.
L’annuncio della manovra è giunto per voce del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Senato. Mira a dare ossigeno ad alcune misure chiave per il sistema produttivo. Tuttavia, introduce anche la controversa riprogrammazione dei fondi per il Ponte sullo Stretto, un elemento centrale della nuova Manovra.
3,5 Miliardi per le Imprese e non solo
Il cuore delle modifiche si concentra sul sostegno alle imprese. Ciò risponde alle richieste emerse durante l’iter parlamentare.
Le risorse aggiuntive sono complessivamente quantificate in circa 3,5 miliardi. Sono destinate principalmente a un rafforzamento del finanziamento per l’innovazione e la digitalizzazione delle aziende.
Maggiori crediti d’imposta, in particolare per gli investimenti nel Mezzogiorno, per cui la domanda ha superato le stime iniziali.
Una quota è destinata a compensare l’aumento dei costi delle materie prime. Questo incremento continua a gravare sui bilanci aziendali. Interventi si prevedono anche in questo settore. Le coperture comprendono la previdenza e le assicurazioni.
Il Ministro Giorgetti, con un intervento in Commissione Bilancio, ha spiegato che la manovra offre una risposta significativa alle richieste dei rappresentanti “significative e oltre le stime”. Inoltre, è “ragionevole garantire una copertura adeguata”.
L’emendamento governativo include anche un elemento di forte discussione. Questo riguarda la riprogrammazione temporale dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto.
Il Governo ha infatti preso atto dell’impossibilità di avviare i lavori entro il 2025. Ciò avviene in seguito ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti.
Le risorse originariamente previste per l’anno in corso vengono quindi slittate al 2026 e oltre. Inoltre, il dicastero dei Trasporti (MIT) ha annunciato “approfondimenti dopo rilievi Corte dei Conti”.
La mossa del Governo, da un lato, è stata presentata dalla maggioranza come una “bellissima pagina”. Ciò consente al Parlamento di gestire una manovra complessa. Dall’altro lato, ha scatenato la dura reazione delle opposizioni.
Il pacchetto di modifiche arriva in un momento “delicato” dell’iter. La legge di bilancio è bloccata da giorni in Commissione Bilancio per difficoltà sulle coperture. Inoltre, vi sono problemi nella gestione degli emendamenti.
Alcuni esponenti dell’opposizione, come il senatore Nicita (PD), parlano di un “parziale definanziamento del Ponte Stretto”. Vedono nello slittamento un’ammissione di difficoltà.
Voci critiche sottolineano come il Senato stia diventando “ostaggio delle divisioni della maggioranza” e di un “caos” procedurale.
Nonostante le tensioni, l’obiettivo è di accelerare le votazioni in Commissione. Si spera di portare il testo in Aula al Senato entro la prossima settimana. Il via libera finale alla Camera è atteso tra Natale e Capodanno.
