Tensione nello Stretto: la Cina avvia manovre militari, Taiwan mobilita le difese

Si accende nuovamente il focolaio di tensione nel Pacifico.

Nelle prime ore di oggi, 29 dicembre 2025, il governo di Pechino, in Cina, ha annunciato ufficialmente l’inizio di una vasta operazione militare intorno all’isola di Taiwan. Le manovre, che prevedono l’utilizzo di munizioni vere, segnano un brusco inasprimento nei rapporti già logori tra le due sponde dello Stretto e la Cina.

Secondo quanto comunicato dai vertici militari cinesi, le esercitazioni mirano a testare la prontezza operativa delle forze armate in uno scenario di “accerchiamento e controllo”. La scelta di impiegare proiettili reali aumenta il rischio di incidenti. Viene inoltre interpretata dagli analisti come un chiaro segnale di forza rivolto sia a Taipei che ai partner internazionali dell’isola, con particolare attenzione alla posizione della Cina.

Non si è fatta attendere la reazione del governo taiwanese. Il Ministero della Difesa di Taipei ha denunciato l’operazione come un atto di “intimidazione militare”. Questo atto è visto come un tentativo di destabilizzare la pace regionale. La questione solleva preoccupazioni significative su come la Cina gestirà i futuri sviluppi nella regione.

Nelle stesse ore, le autorità dell’isola hanno confermato l’avvistamento di quattro navi della Guardia Costiera cinese in prossimità delle acque territoriali taiwanesi. Questo movimento suggerisce una pressione non solo militare ma anche di polizia marittima.

“Abbiamo già disposto un appropriato dispiegamento di forze in risposta alle manovre cinesi”, hanno dichiarato fonti governative di Taipei. Hanno inoltre assicurato che la situazione è monitorata costantemente per garantire la sovranità dell’isola. L’attenzione sulla Cina è ora più forte che mai.

L’escalation avviene in un momento di estrema delicatezza geopolitica. Mentre il presidente statunitense Donald Trump è impegnato sul fronte diplomatico con il dossier ucraino, avendo recentemente incontrato il presidente Zelensky per discutere un possibile accordo di pace, la mossa di Pechino sposta l’attenzione globale sull’Indo-Pacifico.

Anche dalla Santa Sede giungono appelli alla calma. Proprio in queste ore, Papa Leone XIV ha rinnovato il suo invito a fermare ogni conflitto, sottolineando che “a soffrire di più sono sempre i bambini e le famiglie”. La Cina è un punto centrale nelle preghiere per la pace.

La comunità internazionale osserva con apprensione l’evolversi della situazione. C’è il timore che le esercitazioni possano trasformarsi in un blocco prolungato o in un confronto diretto.