In vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla giustizia, l’Unione degli Studenti ha presentato una richiesta formale ai Consigli degli Studenti della Federico II, dell’Orientale e della Parthenope: sospendere tutte le attività didattiche nella giornata di lunedì 23 marzo.
Una proposta che nasce dall’esigenza di garantire a tuttə la possibilità di esercitare pienamente il proprio diritto di voto e di partecipare, se necessario, alle operazioni di scrutinio senza subire penalizzazioni sul piano accademico.
Il referendum rappresenta un momento fondamentale di partecipazione democratica. Tuttavia, la sovrapposizione con le lezioni universitarie rischia di creare ostacoli concreti per moltissimi studenti e studentesse, soprattutto per chi studia lontano dal proprio comune di residenza o è impegnato nelle attività di seggio.
La sospensione delle attività didattiche il 23 marzo permetterebbe di:
– Agevolare il rientro nei comuni di voto, evitando assenze forzate o ritardi nelle lezioni.
– Consentire la partecipazione alle operazioni di scrutinio, che spesso si protraggono per molte ore.
– Garantire pari opportunità, evitando che chi sceglie di esercitare un diritto costituzionale debba rinunciare a lezioni, laboratori o esami.
– Riconoscere il ruolo attivo della comunità studentesca nella vita democratica del Paese.
Una richiesta che parla di diritti
La proposta non è solo organizzativa: è politica nel senso più alto del termine. Rivendica il diritto allo studio e il diritto di voto come due pilastri che devono convivere senza entrare in conflitto. Chiedere la sospensione delle attività didattiche significa affermare che la partecipazione democratica non può essere un lusso né un ostacolo alla carriera universitaria.
In un momento storico in cui la partecipazione giovanile è spesso messa in discussione, facilitare l’accesso al voto è un segnale importante: le istituzioni universitarie possono e devono essere alleate degli studenti nella costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole.
Cosa accadrà nel prossimo CdS
Nel prossimo Consiglio degli Studenti, la richiesta sarà discussa come punto aggiuntivo all’Ordine del Giorno. L’obiettivo è ottenere una presa di posizione chiara da parte degli organi rappresentativi e, successivamente, un intervento dei Rettorati affinché la sospensione venga ufficializzata.
La mobilitazione studentesca punta a un risultato semplice ma significativo: permettere a tuttə di partecipare al referendum senza dover scegliere tra il proprio futuro accademico e il proprio ruolo civico.

