“I Figli del Fiume”: Quando la Storia si fa Azione al Comvass

Il progetto, che ha visto come protagonisti gli alunni delle classi quarte, nasce dall’idea di trasformare lo studio delle civiltà fluviali (Sumeri ed Egizi) in un’esperienza viva e pulsante.

Non si è trattato solo di imparare date, ma di “abitare” il passato.

L’intero percorso è stato accompagnato da un “inno” ideale: la curiosità dei bambini che si sono fatti portavoce di un’eredità millenaria.

È stata utilizzata la metodologia del “Learning by Doing” per favorire coinvolgimento attivo degli alunni e l’Inclusione.

Le insegnanti hanno guidato gli alunni in un laboratorio permanente dove la teoria si è trasformata in pratica.
Gli studenti non sono stati spettatori passivi, ma veri protagonisti.



Hanno impastato l’argilla per le tavolette cuneiformi e progettato strutture architettoniche. Questo approccio pratico ha permesso a ogni bambino, indipendentemente dalle proprie attitudini, di trovare il proprio spazio.

Chi ha spiccato nel disegno, chi nella manualità delle scenografie, chi nella recitazione o nell’esposizione: la diversità è stata la forza che ha permesso di costruire un progetto corale e accessibile a tutti.

I bambini si sono letteralmente trasformati in esperti del passato. Attraverso una “macchina del tempo” immaginaria, hanno attraversato le città della Mesopotamia e i regni dell’Egitto, vestendo i panni di scribi, faraoni, architetti e contadini.

Con immenso entusiasmo, hanno realizzato scenografie immersive per un viaggio visivo tra le rive del Nilo e le terre tra i due fiumi e la costruzione di ziggurat e piramidi realizzate con cura del dettaglio, che hanno permesso di comprendere l’ingegneria antica attraverso il gioco e il rigore scientifico.

ll progetto delle classi quarte del Comvass non è stato “solo” un percorso di storia, ma un vero esempio di didattica integrata nel quale si sono intrecciate tutte le discipline, rendendo l’apprendimento globale.
Un valore aggiunto di grande rilievo è stato l’inserimento della metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning).

Gli alunni hanno recitato e presentato parti del progetto in lingua inglese, dimostrando come una lingua straniera possa diventare uno strumento naturale per comunicare contenuti complessi. Questo approccio non solo ha potenziato le loro competenze linguistiche, ma ha dato al progetto un respiro internazionale e moderno.

Il progetto è diventato una grande mostra spettacolo per la comunità scolastica e territoriale. Alunni, genitori e la comunità sono stati invitati a partecipare a un evento interattivo dove gli alunni, in veste di “Ciceroni” e interpreti internazionali, hanno guidato i visitatori, spiegando loro come la scrittura e l’arte antica influenzino ancora oggi il nostro mondo, la scuola ha creato un ponte tra la storia antica e l’identità attuale della comunità locale.

L’energia e la gioia visibili negli occhi dei bambini durante la realizzazione di questo progetto dimostrano che, quando la scuola sposa la creatività e l’azione, la Storia diventa una torcia che illumina il futuro.

Il tormentone degli alunni è diventato questo:

“La Storia non è un libro chiuso, è una torcia che passa di mano in mano”.