Il Bioeconomy Day accende i riflettori su uno dei pilastri strategici dell’economia europea
La bioeconomia continua a crescere e si conferma uno dei settori più strategici per il futuro industriale europeo. Nel 2024 il comparto ha raggiunto un valore della produzione pari a 3.042 miliardi di euro nell’Unione Europea, rappresentando l’8,7% dell’intera economia comunitaria e garantendo lavoro a oltre 17 milioni di persone.
In Italia, secondo i dati diffusi in occasione del Bioeconomy Day 2026, il settore vale oltre 426,8 miliardi di euro e occupa più di 2 milioni di lavoratori, confermando il ruolo centrale del nostro Paese nella transizione verso un modello produttivo sostenibile e circolare.
Cos’è la bioeconomia e perché è strategica
La bioeconomia si basa sull’utilizzo sostenibile delle risorse biologiche rinnovabili per produrre energia, materiali, alimenti, prodotti chimici e servizi innovativi. Un sistema che punta a ridurre gli sprechi, valorizzare scarti e sottoprodotti e diminuire la dipendenza dalle fonti fossili.
Il tema è oggi al centro del Bioeconomy Day, la Giornata Nazionale della Bioeconomia promossa dal Cluster Spring e da Assobiotec-Federchimica, giunta alla sua ottava edizione.
L’iniziativa coinvolge circa 25 eventi gratuiti in tutta Italia tra convegni, webinar, laboratori e attività divulgative dedicate a studenti, imprese, ricercatori e cittadini.
Bastioli: “La bioeconomia è il futuro industriale dell’Europa”
Secondo Catia Bastioli, presidente del Cluster italiano della bioeconomia circolare Spring, il settore rappresenta una delle principali leve strategiche per rafforzare competitività e autonomia europea.
“La bioeconomia circolare rappresenta una delle direttrici strategiche su cui costruire il futuro industriale ed economico dell’Europa”, ha dichiarato Bastioli, sottolineando come il modello basato sull’uso efficiente delle risorse possa generare sviluppo sostenibile e nuove opportunità economiche per i territori.
La presidente di Spring ha inoltre evidenziato la necessità di investimenti importanti in innovazione, tecnologie industriali e filiere sostenibili, oltre all’importanza della divulgazione per coinvolgere cittadini e comunità locali nella trasformazione economica ed energetica.
Biotecnologie e biosoluzioni: mercato destinato a raddoppiare
Un ruolo decisivo nella crescita della bioeconomia sarà giocato dalle biotecnologie industriali e dalle cosiddette biosoluzioni.
Secondo Elena Sgaravatti, vicepresidente di Assobiotec-Federchimica, le biosoluzioni hanno già oggi un valore economico complessivo di circa 60 miliardi di euro in Europa.
Le stime indicano che entro il 2035 il settore potrebbe superare i 118 miliardi di euro, sostenendo oltre 543 mila posti di lavoro nell’Unione Europea.
Numeri che confermano il peso strategico del comparto non solo dal punto di vista ambientale ma anche industriale ed economico.
L’Europa accelera con il Biotech Act
Grande attenzione è ora rivolta al Biotech Act europeo, il piano con cui Bruxelles punta a creare condizioni più favorevoli allo sviluppo delle biotecnologie e dell’industria green.
L’obiettivo dell’Unione Europea è rafforzare la competitività industriale, aumentare l’autonomia produttiva e ridurre la dipendenza da materie prime e tecnologie estere.
Una sfida che coinvolge direttamente anche l’Italia, chiamata a consolidare la propria leadership nella bioeconomia grazie a ricerca, innovazione e investimenti sostenibili.














