Educare al futuro tra cultura, ascolto e innovazione


Intervista alla Dirigente scolastica del Liceo Scientifico Emilio Segrè di Marano di Napoli,
Preside Raffalina Varriale
A cura del Prof. Arch. Rocco Romeo


In un tempo storico caratterizzato da profonde trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche, la scuola continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento per la formazione delle nuove generazioni. Tra innovazione, ascolto e responsabilità educativa, il Liceo Scientifico Emilio Segrè di Marano di Napoli si conferma una realtà scolastica dinamica e fortemente radicata nel territorio. Alla guida dell’istituto vi è la Preside Raffalina Varriale, dirigente scolastica attenta ai cambiamenti del presente e profondamente convinta del ruolo centrale della cultura nella crescita dei giovani.

In questa lunga conversazione, la Preside Varriale affronta i temi della scuola contemporanea, dell’importanza dei docenti, dei progetti formativi, dell’innovazione didattica e delle nuove sfide legate all’intelligenza artificiale e al futuro dell’educazione.
Preside Varriale, che scuola è oggi il Liceo Scientifico Emilio Segrè?
«È una scuola viva, dinamica e profondamente radicata nel territorio. Ogni giorno lavoriamo per offrire agli studenti non soltanto una preparazione scolastica solida, ma anche strumenti culturali e umani capaci di accompagnarli nella vita. Credo fortemente in una scuola che sappia ascoltare, comprendere e valorizzare ogni ragazzo.»
Quali sono oggi le principali sfide del mondo scolastico?
«Le sfide sono molteplici. Viviamo in una società estremamente veloce, nella quale i giovani sono spesso esposti a fragilità emotive, incertezze e modelli comunicativi superficiali. La scuola oggi deve essere non soltanto luogo di apprendimento, ma anche presidio educativo e culturale.»
Quanto conta il rapporto umano nella scuola?
«Conta moltissimo. Nessuna tecnologia potrà mai sostituire il valore della relazione educativa. I ragazzi hanno bisogno di sentirsi ascoltati, sostenuti e valorizzati. Il dialogo tra scuola, famiglia e studenti rappresenta una base fondamentale per la crescita delle nuove generazioni.»
Che ruolo hanno oggi i docenti?
«I docenti rappresentano il cuore della scuola. Non sono soltanto trasmettitori di nozioni, ma figure educative fondamentali. Ogni insegnante lascia un segno nella vita degli studenti. Per questo motivo ritengo essenziale valorizzare il lavoro dei docenti e promuovere continuamente formazione e aggiornamento.»
Quanto è importante la collaborazione tra i docenti?
«È fondamentale. Una scuola cresce davvero quando esiste una comunità educante unita, capace di confrontarsi e progettare insieme. La collaborazione tra colleghi migliora la qualità dell’offerta formativa e crea un ambiente più sereno e costruttivo.»
Il Liceo Emilio Segrè è molto attivo anche sul piano progettuale. Quali iniziative state portando avanti?
«Abbiamo sviluppato numerosi progetti legati alla legalità, all’educazione civica, all’inclusione, alla cultura scientifica e artistica. Organizziamo attività culturali, incontri formativi, laboratori e percorsi interdisciplinari che aiutano gli studenti a confrontarsi con la realtà contemporanea.»
Quanto è importante il rapporto con il territorio?
«È essenziale. Una scuola non può essere isolata. Deve dialogare con istituzioni, università, associazioni e realtà culturali del territorio. Solo così possiamo offrire ai ragazzi esperienze autentiche e formative.»
Che importanza attribuisce all’innovazione didattica?
«L’innovazione è fondamentale, ma deve sempre restare al servizio della persona. Le nuove metodologie didattiche e le tecnologie possono rappresentare strumenti preziosi per migliorare l’apprendimento e stimolare il pensiero critico degli studenti.»
Intelligenza artificiale e scuola: una nuova sfida educativa
Uno dei temi più attuali affrontati dalla Preside Raffalina Varriale riguarda il rapporto tra scuola e intelligenza artificiale. Un argomento che sta trasformando profondamente il mondo della formazione e che richiede attenzione, consapevolezza e capacità di adattamento.
Preside Varriale, oggi si parla molto di intelligenza artificiale nella scuola. Qual è la sua opinione?
«L’intelligenza artificiale rappresenta certamente una delle grandi sfide del nostro tempo. Come ogni innovazione, deve essere affrontata con equilibrio e responsabilità. La scuola ha il compito di educare i giovani ad un utilizzo corretto, etico e consapevole di questi strumenti.»
Il Liceo Emilio Segrè ha già avviato percorsi legati all’intelligenza artificiale?
«Sì. Nell’anno scolastico 2025-2026, ormai giunto alla conclusione, abbiamo attivato specifici corsi sull’intelligenza artificiale rivolti ai docenti. È stato un percorso importante per fornire strumenti innovativi e nuove competenze didattiche al personale scolastico.»
Avete intenzione di coinvolgere anche gli studenti?
«Assolutamente sì. Intendiamo sviluppare ulteriori percorsi formativi dedicati anche agli studenti, per prepararli alle nuove trasformazioni del futuro e ad una società sempre più digitale e interconnessa. È importante che i giovani comprendano non soltanto il funzionamento degli strumenti tecnologici, ma anche le implicazioni culturali, etiche e sociali.»
L’intelligenza artificiale può aiutare la didattica?
«Se utilizzata correttamente, certamente sì. Può rappresentare uno strumento utile per approfondire contenuti, stimolare curiosità, personalizzare alcuni percorsi di apprendimento e supportare il lavoro dei docenti.»
Esiste il rischio che la tecnologia sostituisca il ruolo dell’insegnante?
«Assolutamente no. Nessuna macchina potrà mai sostituire l’empatia, l’ascolto e la capacità educativa di un docente. La tecnologia deve essere un supporto, non un sostituto dell’umanità.»
Dalle parole della Preside Raffalina Variale emerge l’immagine di una scuola moderna, attenta ai cambiamenti del presente ma profondamente ancorata ai valori della cultura, del dialogo e della crescita umana. Il Liceo Scientifico Emilio Segrè continua così a rappresentare un importante presidio educativo del territorio, capace di guardare al futuro senza perdere la centralità della persona.

In un’epoca segnata dall’accelerazione tecnologica e dalle nuove sfide educative, la scuola resta ancora uno dei luoghi più importanti nei quali costruire cittadinanza, consapevolezza e speranza.