Il bilancio della BBC sul 2025



Il veterano della BBC, testimone di oltre 40 conflitti in sessant’anni di carriera, traccia un bilancio drammatico dell’anno che si chiude.

Dalla crisi in Sudan all’escalation in Ucraina e Gaza, Simpson avverte: “L’ordine mondiale sta scricchiolando sotto il peso delle armi”.

Un testimone della storia sotto shock

Non è facile impressionare John Simpson. Il World Affairs Editor della BBC ha visto la Guerra Fredda toccare il picco e poi evaporare, ha attraversato le macerie di Kabul e le piazze in fiamme di Pechino. Eppure, nel suo editoriale di fine anno, il tono è insolitamente cupo: “Ho riferito da oltre quaranta guerre, ma non ho mai visto un anno preoccupante come il 2025”.

Secondo Simpson, il 2025 non è stato solo un anno di violenza diffusa. È stato il momento in cui i conflitti regionali hanno iniziato a intrecciarsi in una trama globale pericolosa. In questo contesto, la diplomazia appare sempre più impotente di fronte al linguaggio della forza.

Il 2025: Quando hanno parlato le armi
L’analisi di Simpson si sofferma su tre fronti critici che hanno definito gli ultimi dodici mesi:

Simpson cita l’allarme del presidente Zelensky su una possibile “Terza Guerra Mondiale”. Con l’impiego di nuove tecnologie e attacchi ibridi, il conflitto non è più solo territoriale. È una sfida diretta alla stabilità europea.

Mentre i riflettori sono puntati sul Medio Oriente, Simpson richiama l’attenzione sulla catastrofe “di proporzioni bibliche” in Sudan. La definisce una minaccia per l’intera architettura di sicurezza dell’Africa.

Un anno di ferite profonde ha polarizzato l’opinione pubblica mondiale, rendendo la pace un miraggio sempre più lontano.

“Ciò che rende diverso il presente non è solo il rischio, ma la visibilità”, osserva Simpson. “Vediamo ogni cyber-incidente e ogni minaccia in tempo reale. Tuttavia, questa consapevolezza non sembra tradursi in una maggiore capacità di prevenzione.”

Guardando al 2026, l’anno in cui celebrerà il suo 60° anniversario con la BBC, Simpson non intravede schiarite. Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca è visto come un fattore di estrema incertezza. Questa incertezza è particolarmente sentita per gli equilibri della NATO.

Secondo il giornalista, la Russia di Putin sta già testando la “mancanza di interesse” della nuova amministrazione americana per le sorti dell’Europa. Si sta preparando a una spinta per una maggiore dominanza continentale. Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui le crepe nel sistema di sicurezza occidentale diventeranno rotture definitive.

Il messaggio finale di Simpson è un monito alle democrazie: la neutralità non è più un’opzione sicura. Mentre i cavi sottomarini diventano obiettivi militari, e la corsa agli armamenti accelera, il 2026 si prospetta come un banco di prova brutale per la sopravvivenza dell’ordine internazionale.