Mps, UniCredit guarda alla quota Delfin: Deutsche Bank vede “una logica industriale” per private banking e sinergie

UniCredit torna a muoversi nel risiko bancario italiano. Secondo fonti citate da Reuters, l’amministratore delegato Andrea Orcel avrebbe avuto contatti con Delfin (holding della famiglia Del Vecchio). Questo per valutare un possibile acquisto della quota detenuta in Monte dei Paschi di Siena, pari a circa il 17%

L’ipotesi – ancora a livello di interlocuzioni e senza esiti ufficiali – riporterebbe UniCredit al centro del consolidamento in Italia. Ciò avviene dopo il mancato tentativo di acquisizione di Banco BPM. In un contesto in cui il governo italiano, secondo precedenti ricostruzioni, continuerebbe a guardare a un’aggregazione proprio tra Mps e Banco BPM. 

I numeri in gioco e il “pacchetto” Delfin

Delfin è uno dei soci rilevanti di Mps con circa il 17% (valutato dai media intorno a 4,6 miliardi di euro ai prezzi attuali). Detiene anche una partecipazione del 10,5% in Generali. Sempre secondo Reuters, UniCredit avrebbe preso in considerazione anche l’ipotesi di un investimento diretto nella stessa Delfin. Inoltre, avrebbe mostrato interesse anche per il dossier Generali. 

Il report Deutsche Bank: perché l’operazione “ha senso”

A dare sostanza alla partita è un report di Deutsche Bank citato da media italiani. Secondo gli analisti, prendere in considerazione un accordo legato a Mps avrebbe una logica soprattutto industriale. Questo perché consentirebbe a UniCredit di valorizzare l’offerta di Mps nella gestione patrimoniale e nella distribuzione specializzata nel private banking

Il punto chiave, secondo la stessa analisi, sarebbe il rafforzamento della “fascia alta” della distribuzione. UniCredit potrebbe acquisire una rete ampia di oltre 1.000 consulenti finanziari. In questo modo, andrebbe a colmare un’area considerata oggi un punto debole del modello in Italia. 

Sinergie: credito al consumo e leva “europea”

Non solo private banking. Nella ricostruzione citata, l’operazione potrebbe anche rafforzare ulteriormente il posizionamento di UniCredit nel credito al consumo. Potrebbero emergere possibili sinergie aggiuntive. Sullo sfondo, inoltre, viene evocata la possibilità di generare valore sfruttando la rete europea del gruppo. Questo per espandere attività e servizi a maggiore marginalità (inclusi segmenti collegati all’investment banking). 

Scenario aperto: contatti, ma nessuna decisione

Al momento, l’esito dei colloqui tra Orcel e il presidente di Delfin Francesco Milleri non è chiaro. Delfin non ha commentato pubblicamente e non risultano annunci ufficiali di UniCredit. Resta però un fatto: UniCredit dispone ancora di capitale oltre le soglie-obiettivo. Questo avviene nonostante le mosse recenti su partecipazioni estere, e alimenta le speculazioni su nuove operazioni strategiche.