Netanyahu annuncia “segnali della morte di Khamenei”, Teheran smentisce



Dopo l’avvio dell’operazione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele denominata “Epic Fury”, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scosso il panorama internazionale con un annuncio drammatico durante un discorso alla nazione sabato sera: «Ci sono molti segnali che il tiranno Ali Khamenei non sia più in vita».



Il premier israeliano, parlando in diretta televisiva, ha spiegato che il complesso blindato della Guida Suprema nel cuore di Teheran è stato colpito duramente durante le prime ondate di attacchi aerei.

«Tutte le indicazioni mostrano che non è più tra noi», ha affermato Netanyahu, aggiungendo che l’attacco ha eliminato anche diversi comandanti dei Pasdaran e figure chiave del programma nucleare iraniano.

Le immagini satellitari diffuse nelle ultime ore confermano danni estesi e fumo nero che si leva dal quartier generale di Khamenei.

Tuttavia, Netanyahu si è fermato a un passo dalla conferma ufficiale definitiva. Questo atteggiamento lascia spazio a un’incertezza che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso.

La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Fonti governative e media statali iraniani hanno categoricamente smentito la notizia del decesso.

Il portavoce Esmail Baghaei ha dichiarato che l’Ayatollah è «sano e salvo» e che il sistema di comando sta funzionando regolarmente.

Il Ministro degli Esteri, in un’intervista alla NBC, ha ribadito che Khamenei e il Presidente Pezeshkian sono vivi. Tuttavia, ha aggiunto anche una clausola di prudenza: «Per quanto ne so è vivo».

La TV di Stato Al-Alam ha annunciato che la Guida Suprema parlerà presto al popolo per smentire personalmente le voci sulla sua morte.

Mentre le voci si rincorrono, la situazione sul campo è esplosiva. L’Iran ha già lanciato una controffensiva missilistica colpendo basi che ospitano truppe statunitensi nei Paesi del Golfo. In particolare, sono state coinvolte basi negli Emirati Arabi e in Qatar. Il Presidente Donald Trump, che sostiene attivamente l’operazione, ha dichiarato che questo conflitto potrebbe portare alla fine della minaccia iraniana. Inoltre, ha invitato il popolo persiano a «insorgere».

La notizia della presunta morte di Khamenei, se confermata, rappresenterebbe il più grande terremoto politico in Medio Oriente dal 1979. Se invece dovesse rivelarsi infondata, potrebbe essere letta come una mossa di guerra psicologica. Questa mossa servirebbe secondo alcuni a destabilizzare il morale del regime e a incoraggiare le proteste di piazza già sollecitate da Israele.