Risparmiare o investire? Pro e contro, i consigli dell’esperto

Risparmiare o investire? Quali sono i pro? E quali i rischi?
Come iniziare a risparmiare?

Come capire se si stanno utilizzando bene i propri risparmi e se le proprie strategie per costruire un piccolo fondo di risparmio stanno funzionando?
A queste domande risponde Alessandro Lo Verde, consulente finanziario ed autore di “Patrimonio all’italiana Soldi, bias e fantasia” (Dario Flaccovio Editore).Attraverso storie vere e dinamiche quotidiane,il libro affronta temi fondamentali per ogni famiglia: protezione, previdenza, investimenti e gestione delle finanze personali.

Italiani e liquidità: cosa ci dicono i dati?
Dopo il lockdown molte persone hanno accumulato e parcheggiato risparmi, trasformando il conto in un porto sicuro. A incidere non è solo il timore degli imprevisti, ma anche paure, sfiducia e scarsa familiarità con gli strumenti finanziari. Per molti, investire significa esporsi a un rischio incontrollato; per altri, assicurarsi è una spesa superflua.

Gli italiani detengono circa 11.286 miliardi di euro di ricchezza: il 23% è parcheggiato in liquidità, circa 2,3 trilioni di euro. Tra il 2022 e il 2024 sono stati acquistati 262 miliardi di euro di obbligazioni, di cui 196 miliardi in titoli di Stato. Il tasso di risparmio resta stabile tra l’8 e il 9%.
Il punto cruciale è che la liquidità inattiva perde potere d’acquisto a causa dell’inflazione e rinuncia al più potente alleato della finanza: l’interesse composto. Il problema è più mentale che tecnico: bias cognitivi come la paura di eventi estremi o l’attaccamento alla sicurezza immediata ostacolano scelte più efficaci.


Come iniziare a risparmiare? Come muovere i primi passi?
Il primo passo non è rinunciare a qualcosa, ma acquisire consapevolezza su come utilizziamo il nostro denaro. Molte persone pensano che si possa iniziare a risparmiare solo quando il reddito aumenta, ma in realtà il risparmio nasce soprattutto dall’organizzazione. Un metodo molto efficace è quello di “pagare prima se stessi”, destinando automaticamente una piccola quota del proprio reddito al risparmio o all’investimento prima di spendere il resto. Anche somme contenute, se gestite con costanza nel tempo, possono produrre risultati importanti.


Conservare il capitale fermo o investire? Quali sono i pro e contro? C’è qualche rischio a cui prestare attenzione?

Tenere il denaro fermo dà una sensazione di sicurezza, ma nel lungo periodo espone a un rischio spesso sottovalutato: la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione. Investire significa accettare una certa variabilità nel breve periodo con l’obiettivo di proteggere e far crescere il capitale nel tempo. Naturalmente ogni investimento comporta dei rischi, ma il vero errore non è il rischio in sé: è affrontarlo senza una strategia e senza un orizzonte temporale adeguato.


Come capire se si sta agendo con una giusta strategia per la gestione dei risparmi? Che cosa attenzionare? In che arco di tempo?
Una strategia efficace si riconosce da tre elementi ossia la coerenza con gli obiettivi di vita, una corretta diversificazione e infine un orizzonte temporale adeguato.
Gli investimenti non dovrebbero essere giudicati in pochi mesi, ma su archi temporali più lunghi. La gestione dei risparmi richiede soprattutto metodo e disciplina, evitando di farsi guidare dalle emozioni nei momenti di volatilità dei mercati.

Quali consigli pratici per iniziare a utilizzare diversamente la propria liquidità?

Scrivere gli obiettivi: orizzonte, rischio accettabile, scopo. La liquidità serve per l’emergenza; il resto può lavorare.  Diversificare gradualmente con strumenti semplici e a basso costo, aumentando il rischio solo se l’orizzonte lo consente.
Pretendere trasparenza: un piano scritto, scenari, costi e liquidabilità chiari. Se non è tutto spiegato in modo semplice, meglio cambiare consulente.