L’uovo di quaglia: un rimedio noto fin dall’antichità per il controllo dei sintomi allergici

Con l’arrivo della primavera aumentano le allergie respiratorie stagionali, spesso sotto forma di rinite allergica, causata da una risposta eccessiva del sistema immunitario ad allergeni come pollini, muffe e acari.

Un fenomeno che sarà sempre più diffuso: secondo alcune proiezioni della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (2024), tra il 35% e il40% della popolazione italiana soffrirà di rinite allergica entro il 2030.

Per alleviare i sintomi associati, si ricorre comunemente a terapie farmacologiche, generalmente

efficaci ma talvolta accompagnate da effetti indesiderati. Per questo motivo cresce l’interesse verso approcci nutraceutici di supporto che utilizzano integratori alimentari, apprezzati per la loro buona tollerabilità.

Oltre le tradizionali terapie farmacologiche

Con proprietà antiallergiche note nella tradizione giapponese da oltre 400 anni, le uova di quaglia sono state utilizzate per secoli grazie alla presenza di componenti come l’ovomucoide, una proteina capace di modulare la risposta allergica. Il loro impiego si è diffuso anche in Europa, in particolare in Russia e Polonia. Nel 1967, il Dr. Truffier osservò una riduzione dei casi di asma cronica tra gli allevatori di quaglie e avviò l’uso terapeutico delle uova di quaglia nella pollinosi e nelle allergie respiratorie e da allora oltre 1000 casi sono stati seguiti da specialisti in allergologia, pediatri e medici di medicina generale.

Sebbene questo approccio abbia mostrato benefici clinici in moti pazienti, non era privo di effettinegatii, tra cui aumento di peso, ipercolesterolemia, disturbi digestivi e nausea.

Per questo motivo si sono cercate forme galeniche in grado di mantenere l’attività antiallergica delle uova di quaglia evitando gli effetti indesiderati.

In particolare, alcuni studi dimostrano che gli integratori a base di uova di quaglia (QES), in associazione allo zinco, possono essere utilizzati come rimedio vantaggioso nel trattamento della

rinite allergica. I risultati suggeriscono un miglioramento dei sintomi e una buona efficacia clinica,con un profilo di tollerabilità favorevole e rari effetti indesiderati.