C’è una notte speciale che sta per arrivare, una di quelle date che restano stampate nella memoria collettiva e personale per il resto della vita.
È la notte prima degli esami di maturità duemilaventisei, un momento sospeso nel tempo che ogni studente si trova ad attraversare, un limbo carico di attese, di silenzi improvvisi e di fogli ancora da riempire.
In queste ore che precedono il grande giorno, l’invito più grande è quello di non avere fretta, di non lasciarsi schiacciare dall’ansia, ma di respirare a fondo e di guardarsi intorno.
Fino a oggi siete stati un gruppo, una classe, un insieme di respiri e di destini incrociati tra i banchi di scuola.
Avete condiviso tutto, diventando l’uno per l’altro uno scudo contro le piccole grandi tempeste quotidiane, una corazza contro le insicurezze, un rifugio sicuro e una casa in cui potersi mostrare vulnerabili. Vi siete fatti speranza a vicenda nei momenti di stanchezza.
Ora, davanti a voi, si spalanca una porta inevitabile. È la porta dell’esame, una soglia che spaventa ma che, se guardata con gli occhi giusti, lascia già intravedere la luce abbagliante del futuro che vi aspetta fuori.
Questo passaggio va vissuto pienamente, va attraversato con coraggio e con la consapevolezza che si tratta di uno dei momenti più intensi e straordinariamente belli della giovinezza.
Domani, una volta varcata quella soglia, inizierà il viaggio che vi porterà a essere individui autonomi, pronti a prendere ognuno la propria strada, a disperdersi nel mondo per inseguire sogni diversi.
Ma la distanza sarà solo un’illusione. Ciò che avete costruito in questi anni vi trasformerà in anime legate da un filo sottile e indistruttibile, capace di accorciare ogni chilometro e di farvi portare per sempre un pezzo dell’altro dentro di voi.
Godetevi questa notte, guardate la luce del domani che vi attende e camminate a testa alta, perché questo istante lo ricorderete per sempre.










