Mps, perde quota il tandem Crédit Agricole-Banco Bpm per una controfferta: attesa per il Cda

Mps Crédit Agricole Banco Bpm nel risiko bancario italiano

Il risiko bancario italiano entra in una fase decisiva. Crédit Agricole resta prudente, Banco Bpm osserva e il Monte dei Paschi Mps si prepara al Cda di lunedì

Il risiko bancario italiano resta al centro dell’attenzione dei mercati, ma nelle ultime ore sembra perdere forza l’ipotesi di una possibile iniziativa congiunta tra Crédit Agricole e Banco Bpm per contrastare l’offerta lanciata da Intesa Sanpaolosu Banca Monte dei Paschi di Siena.

In questo contesto, Mps continua a essere un attore chiave nel mercato.

Mps rimane un punto di riferimento nel settore bancario italiano.

Secondo quanto riferito da fonti finanziarie citate da Adnkronos, lo scenario di un tandem tra il gruppo francese e la banca guidata da Giuseppe Castagna appare, almeno per il momento, meno probabile rispetto alle scorse settimane. Il punto centrale è l’atteggiamento di Crédit Agricole, descritto come prudente, attendista e orientato a preservare margini di flessibilità strategica.

Il Consiglio di amministrazione di Mps avrà un ruolo cruciale per il futuro della banca.

In particolare, Mps ha dimostrato di avere un’importanza strategica nel contesto bancario attuale.

La partita resta comunque aperta. Gli occhi del mercato sono ora puntati sul Consiglio di amministrazione di Mps, previsto per lunedì, passaggio che potrebbe chiarire la posizione della banca senese rispetto alle diverse ipotesi sul tavolo.

Crédit Agricole resta guardinga su Banco Bpm

Crédit Agricole è già uno degli attori più rilevanti nella partita Banco Bpm. Il gruppo francese, primo azionista dell’istituto milanese, dispone da tempo dell’autorizzazione a salire fino alla soglia del 29,9% del capitale di Banco Bpm, limite che consentirebbe di rafforzare ulteriormente la propria influenza senza superare la soglia dell’Opa obbligatoria.

Secondo le fonti finanziarie, però, questa possibilità non va letta automaticamente come il preludio a un intervento diretto in difesa di Banco Bpm nella partita Mps. L’autorizzazione, infatti, era già nota e i francesi non hanno mai escluso di poter aumentare la partecipazione qualora lo ritenessero utile.

Il punto è un altro: Crédit Agricole, almeno in questa fase, non sembrerebbe intenzionata ad assumere il ruolo di “cavaliere bianco” in favore di Banco Bpm. Una mossa di questo tipo implicherebbe un’esposizione diretta in una partita complessa, politicamente sensibile e finanziariamente impegnativa.

L’offerta di Intesa pesa sugli equilibri

L’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps ha cambiato il quadro. Secondo Reuters, Intesa ha lanciato una proposta cash-and-share da circa 30,6 miliardi di euro, con l’obiettivo di rafforzare la propria leadership nel sistema bancario italiano ed europeo. L’operazione arriverebbe dopo la proposta di Banco Bpm per un’integrazione con Mps, che avrebbe dato vita a un secondo grande gruppo bancario nazionale. 

La dimensione dell’offerta di Intesa rende più difficile immaginare una controfferta alternativa in tempi brevi. Non solo per il valore economico dell’operazione, ma anche per il contesto politico. Le fonti citate parlano infatti di un favore diffuso intorno all’operazione promossa da Intesa, elemento che rende ancora più delicata qualsiasi iniziativa concorrente.

Il governo italiano, secondo quanto riportato da Reuters, ha dichiarato una posizione pubblicamente neutrale sulle operazioni di consolidamento intorno a Mps. Il Tesoro conserva ancora una quota nella banca senese e valuta le proprie mosse anche in funzione delle condizioni di mercato. 

Banco Bpm continuerà a seguire con interesse le evoluzioni legate a Mps.

Banco Bpm resta in partita, ma senza forzare

Banco Bpm non è fuori dai giochi. La banca guidata da Giuseppe Castagna ha già manifestato interesse per Mps attraverso una proposta di integrazione. Secondo Adnkronos, nei giorni scorsi il dossier era ancora sul tavolo, con l’attesa per le valutazioni del Monte e per le mosse del consiglio di amministrazione. 

Tuttavia, la possibilità di una risposta aggressiva e immediata sembra oggi più debole. Banco Bpm potrebbe continuare a lavorare sul dossier, ma senza esporsi a un rilancio che richiederebbe risorse, alleanze e un quadro politico-regolatorio favorevole.

In questo senso, la posizione di Crédit Agricole diventa decisiva. Se i francesi restano alla finestra, Banco Bpm avrebbe meno spazio per costruire una controfferta solida e credibile contro Intesa.

Il ruolo di Unicredit resta sullo sfondo

La collaborazione tra i gruppi bancari potrebbe influenzare anche Mps in futuro.

Nel risiko bancario italiano resta sullo sfondo anche Unicredit. Secondo le fonti finanziarie, il gruppo guidato da Andrea Orcel avrebbe la capacità industriale e finanziaria per tornare eventualmente a valutare Banco Bpm in futuro.

Al momento, però, Unicredit non sembrerebbe orientata a intervenire direttamente a sostegno della banca di Piazza Meda nella partita Mps. L’attenzione del gruppo sarebbe concentrata su altri dossier strategici. Resta però l’ipotesi che, in una fase successiva, Unicredit possa guardare direttamente a Banco Bpm, qualora si aprissero le condizioni per un’operazione più favorevole.

È questo uno dei punti più sensibili dell’intero risiko: Banco Bpm non è solo un possibile alleato di Mps, ma anche un potenziale obiettivo futuro per altri grandi gruppi bancari.

Il Cda di Mps può chiarire la direzione

Il prossimo passaggio chiave sarà il Cda di Mps. Da quella riunione potrebbero arrivare indicazioni importanti sulla valutazione dell’offerta di Intesa e sulla proposta di Banco Bpm.

Il Monte dei Paschi si trova al centro di una partita che va oltre il semplice futuro della banca senese. In gioco ci sono gli equilibri del credito italiano, il ruolo delle grandi banche nazionali, la presenza francese nel capitale di Banco Bpm e il peso politico delle operazioni bancarie considerate strategiche.

Per ora, la fotografia è chiara: Intesa è avanti, Banco Bpm resta in osservazione, Crédit Agricole non vuole scoprire troppo le carte e Unicredit guarda il dossier da lontano. La possibilità di una controfferta alternativa non è esclusa, ma oggi appare meno probabile rispetto alle settimane scorse.