Hamas ha deciso di sciogliere l’organismo di governo di Gaza. La replica di Israele a questa mossa e cosa potrebbe succedere in futuro
In un momento in cui lo scenario politico internazionale è condizionato principalmente dallo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni arriva una notizia che potrebbe cambiare il quadro in Medio Oriente. In questi casi il condizionale è d’obbligo per diversi motivi, ma si tratta comunque di un qualcosa da tenere in considerazione.
Nelle scorse ore Hamas ha annunciato di aver sciolto l’organismo che ha governato Gaza per quasi due anni. La notizia è stata data direttamente dal capo ufficio stampa del governo in una dichiarazione all’AFP: “Il numero uno del comitato di emergenza ha ufficialmente rassegnato le dimissioni e con lui anche il comitato per facilitare la transizione amministrativa e governativa al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza“.
Questo cosa significa? Stando a quanto fatto sapere dal portavoce di Hamas, l’obiettivo sembra essere quello di facilitare la strada ad un comitato tecnocratico per formare un governo civile. Passaggi che erano già stati presentati in passato alle fazioni e alle forze palestinesi e l’obiettivo sembra essere quello di arrivare ad una tregua nel minor tempo possibile.
L’appello di Hamas a Trump
Nelle stesse ore di questo annuncio è arrivato un nuovo appello di Hamas a Trump attraverso il suo portavoce. In particolare il governo ha chiesto sia al presidente Trump che ai mediatori “di fare pressione per l’apertura dei valichi e l’ingresso degli aiuti. Ci impegneremo per garantire il successo del lavoro del comitato tecnico e tutti i ministeri attendono il suo ingresso nella Striscia“.
La replica di Israele
Se da parte di Hamas sembra esserci la massima disponibilità ad aprire ad una nuova fase, Israele continua a non fidarsi delle parole che arrivano direttamente dalla Palestina e una fonte governativa, citata da Channel 11, ha ribadito che le dimissioni sono un semplice spot.
In particolare, da Tel Aviv hanno fatto sapere che “l’apparente dimissione del governo di Hamas, in cui tutti i membri rimangono nel loro ruolo è uno spin mediatico priva di significato. Hamas teme di essere dichiarato come chi sta violando l’accordo e per questo motivo continua a prendere tempo“.
Dunque Israele non si fida assolutamente delle parole di Hamas e chiede a Trump e agli altri mediatori di prestare la massima attenzione alle dichiarazioni che arrivano dalla Palestina. Di certo siamo davanti ad un punto di svolta e vedremo come si evolverà la situazione nel corso delle prossime settimane.
Cosa potrebbe cambiare in futuro
Lo scioglimento di questo organismo di governo di Gaza, come precisato in precedenza, sembra avere come principale obiettivo quello di una formazione di un esecutivo civile. Si tratterebbe di una svolta importante per arrivare ad una tregua dopo un periodo di tensione. La strada, comunque, è molto lunga e bisognerà capire come si evolverà in futuro la questione.
Al momento a livello internazionale l’unica reazione è quella di Israele visto che da Tel Aviv hanno chiesto di non fidarsi di quanto deciso da Hamas. Naturalmente si tratta di un botta e risposta che conferma come la tensione in quella zona continua ad essere molto alta e vedremo se nel corso delle prossime ore ci saranno delle repliche da parte di Donald Trump oppure dei mediatori che da tempo stanno cercando di arrivare ad una soluzione definitiva.
L’eventuale formazione di un possibile governo civile consentirebbe nel corso delle prossime settimane di guardare con maggiore fiducia ad una tregua. Per ora siamo nel campo di dichiarazioni e bisognerà capire come si evolverà la situazione nel corso del futuro. La speranza di tutti è sicuramente quella di arrivare davvero alla presenza di un nuovo esecutivo per dare a Gaza una visione più tranquilla e consentire alle persone di poter finalmente ritornare ad una vitta normale dopo anni di guerra e di conflitto.
Siamo davvero vicini alla fine?
La domanda che in molti si stanno ponendo è: siamo davvero vicini alla fine di una guerra che in questi anni ha provocato milioni di morti? Difficile dare una risposta ad un quesito simile. Siamo davanti a dichiarazioni e in questi mesi abbiamo imparato come tra le frasi e i fatti c’è un filo molto sottile e sul quale si è in bilico. Da qui bisognerà attendere i prossimi giorni per capire meglio cosa potrà succedere.
Hamas ha aperto alla possibilità della formazione di un governo civile. Ora bisognerà capire se davvero si arriverà ad una fine di una guerra che va avanti da diverso tempo. Vedremo come si evolverà la situazione e se da Israele, dopo le dichiarazioni di oggi, arriverà ad una apertura per riuscire a garantire una tregua duratura. La speranza è che si possa davvero arrivare ad una situazione più tranquilla. Per adesso siamo nel campo delle ipotesi e bisognerà capire se in un prossimo futuro il tutto si trasformerà in realtà.





