Anno III • Numero 245
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Sicilia, Schifani: «Fondo straordinario da 558 milioni per emergenze e ricostruzione»

Squadre di intervento impegnate nella ricostruzione dopo il maltempo in Sicilia

Il presidente della Regione illustra all’Assemblea regionale siciliana l’attività del governo: interventi contro il dissesto idrogeologico, sostegno alle imprese, infrastrutture, dissalatori e termovalorizzatori.

La Sicilia ha dovuto affrontare negli ultimi anni emergenze ambientali sempre più frequenti e complesse. Dissesto idrogeologico, desertificazione ed eventi meteorologici estremi hanno richiesto interventi tempestivi e un coordinamento costante tra istituzioni nazionali, regionali e locali.

A fare il punto sulle misure adottate è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, durante il suo intervento all’Assemblea regionale siciliana dedicato all’attività del governo.

Secondo Schifani, la capacità di un’istituzione si misura soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Il governo regionale, ha spiegato, ha quindi scelto di assumere il coordinamento degli interventi e di assicurare risposte concrete a cittadini, imprese e amministrazioni locali.

Il ciclone Harry e l’intervento della Protezione civile

Tra le emergenze più recenti ricordate dal presidente figura quella provocata dal ciclone Harry, che avrebbe colpito duramente diversi territori dell’Isola.

La Protezione civile regionale, secondo quanto riferito da Schifani, si è attivata rapidamente, collaborando con i Comuni, il governo nazionale, le forze dell’ordine, i Vigili del fuoco e le organizzazioni di volontariato.

Il presidente ha ringraziato tutte le persone impegnate nella gestione dell’emergenza per la professionalità, la dedizione e lo spirito di servizio dimostrati.

Per sostenere gli interventi, la Regione ha istituito un fondo straordinario da 558 milioni di euro. Le risorse provengono dalla revisione di medio termine dei programmi Fesr e Fse 2021-2027 e si aggiungono ai 93 milioni di euro già stanziati per le necessità più urgenti.

Fondo da 558 milioni per sicurezza e infrastrutture

Il fondo straordinario non sarà utilizzato soltanto per fronteggiare le conseguenze immediate delle calamità. L’obiettivo dichiarato è finanziare interventi strutturali per la messa in sicurezza del territorio e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.

Le risorse dovranno inoltre sostenere cittadini, imprese e attività economiche che hanno subito danni.

«Alla gestione dell’emergenza abbiamo fatto seguire, senza soluzione di continuità, quella della ricostruzione», ha affermato Schifani.

Nel dettaglio, il presidente ha indicato diversi stanziamenti:

  • 90 milioni di euro destinati ai lavori di somma urgenza dei Comuni, necessari per ripristinare infrastrutture e servizi essenziali;
  • 22 milioni di euro di contributi alle imprese, con aiuti fino a 20 mila euro per ciascuna attività;
  • contributi fino a 400 mila euro per gli interventi di ricostruzione privata;
  • primi pagamenti già avviati per un importo complessivo di 18 milioni di euro.

Secondo quanto dichiarato dal governatore, tutte le pratiche relative ai contributi per la ricostruzione privata sarebbero state approvate.

Schifani: «Le riforme non sono soltanto leggi»

Nel suo intervento all’Assemblea regionale, Schifani ha affrontato anche il tema delle riforme. Il presidente ha contestato l’idea secondo cui l’attività di un governo debba essere misurata esclusivamente attraverso il numero delle leggi approvate.

Le riforme legislative, ha osservato, restano fondamentali. Tuttavia, esistono anche trasformazioni realizzate attraverso decisioni amministrative, investimenti strategici e una maggiore capacità di programmare e completare le opere pubbliche.

Per Schifani, riportare alla fase operativa progetti rimasti per decenni soltanto sulla carta costituisce una vera azione riformatrice. Sono infatti questi interventi a produrre effetti diretti sulla vita quotidiana dei cittadini.

Autorizzazioni ambientali e “modello Sicilia”

Tra gli interventi considerati strategici dal presidente figura la riforma della Commissione tecnico-specialistica per il rilascio delle autorizzazioni ambientali.

La Regione avrebbe semplificato le regole e accelerato i processi decisionali, con l’obiettivo di rendere la Sicilia maggiormente attrattiva per gli investitori e favorire la nascita di nuovi insediamenti produttivi.

Schifani ha definito questa riforma la «chiave di volta» del nuovo “modello Sicilia”. La semplificazione amministrativa dovrebbe infatti ridurre i tempi delle procedure, senza rinunciare alle necessarie valutazioni ambientali.

Dissalatori contro la crisi idrica

Il presidente ha ricordato anche la riattivazione dei dissalatori dopo oltre dieci anni di inattività.

L’intervento, secondo il governo regionale, non rappresenta soltanto una risposta temporanea alla crisi idrica. Dovrebbe invece contribuire a modificare in maniera strutturale il sistema siciliano di approvvigionamento dell’acqua.

L’obiettivo è aumentare la resilienza dell’Isola davanti alla siccità, alla desertificazione e alla diminuzione delle risorse idriche disponibili.

Termovalorizzatori e gestione dei rifiuti

Un altro punto centrale riguarda la prevista realizzazione dei termovalorizzatori. Secondo Schifani, queste infrastrutture permetteranno alla Sicilia di superare un sistema di gestione dei rifiuti considerato ormai insostenibile.

Il piano punta a ridurre il ricorso alle discariche, contenere i costi e recuperare energia attraverso il trattamento dei rifiuti. Il progetto resta tuttavia uno dei temi più delicati del programma regionale, sia per il suo impatto economico sia per le valutazioni ambientali necessarie.

Il rilancio delle Terme di Sciacca e Acireale

Nella strategia del governo rientrano anche la riqualificazione e la riapertura delle Terme di Sciacca e di Acireale, strutture rimaste a lungo in condizioni di abbandono.

Il recupero dei due complessi termali dovrebbe contribuire a creare nuova occupazione e a rafforzare il turismo durante tutto l’anno. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalla stagione estiva, sviluppando un’offerta legata al benessere, alla salute e alla valorizzazione del territorio.

«Non vogliamo limitarci ad amministrare l’esistente, ma intervenire sulle cause dei problemi», ha concluso Schifani. La sfida sarà ora trasformare gli stanziamenti e i programmi annunciati in cantieri, servizi e risultati effettivamente verificabili dai cittadini.