Pirlo resta il grande favorito per quanto riguarda la panchina dell’Italia, ma il caso Russia tiene banco. E attenzione a clamorosi ribaltamenti. I dettagli
La scelta del nuovo commissario tecnico dell’Italia sta diventando sempre più un rebus. Il no di Guardiola sembrava spianare la strada ad Andrea Pirlo, ma l’ex tecnico di Juve e Sampdoria ha un accordo con una azienda di scommesse russa. Nulla di strano si potrebbe dire. Invece no. Da parte della politica da tempo si sta chiedendo di non far assumere in carichi a chi ha rapporti stretti con aziende di Mosca e, dunque, Malagò ha fermato tutto e sono in corso tutti i ragionamenti del caso.
Il fatto che Pirlo sia global ambassador di questa azienda spaventa (e non poco) in via Allegri. C’è la necessità che l’ex centrocampista faccia un passo indietro ufficiale oppure si possa trovare una sorta di escamotage pur di liberarsi ed iniziare una nuova avventura in Italia. Al momento si stanno facendo tutte le riflessioni in corso. Si era parlato anche della possibilità di un clamoroso passo indietro di Maldini se non si dovesse arrivare a questa fumata bianca.
Una ipotesi difficile da vedere realizzata visto che ci sono delle indicazioni che arrivano da più in alto e alla quale la FIGC è costretta a rispettare. La sensazione è che si possa arrivare ad una sorta di compromesso e dare il via libera a questa operazione. Molto dipenderà da come si svilupperà la situazione con Pirlo che potrebbe addirittura rescindere tutti i contratti e dedicarsi solamente all’Italia.
Pirlo, il caso Russia e il ruolo di Malagò
In questo momento la patata bollente è in mano al presidente Malagò. Il presidente della FIGC, consapevole anche delle pressioni che sono arrivate dalla politica e dallo scandalo che può scoppiare in caso di una scelta immediata di Pirlo, ha messo in stand-by tutto. Si stanno vedendo i contratti e facendo le valutazioni del caso. Al momento l’accordo, che si separava arrivasse in breve tempo, non c’è solo per questa vicenda.
Nonostante i dubbi del numero di via Allegri, l’ex centrocampista resta il nome in pole position. Maldini e Leonardo spingono per trovare una sorta di compromesso con Pirlo che sarebbe disposto anche a cancellare tutti questi accordi. Il discorso è il ruolo di global ambassador c’è stato e dalla politica chiedono un passo indietro a coloro che hanno avuto un rapporto diretto con Mosca.
La domanda è sempre la solita: giusta l’intromissione della politica nello sport? La risposta classica è no. Ma qui siamo in un campo minato. Ipotizzare un no a Pirlo per Fonbet porterebbe ad un precedente da tenere in considerazione in futuro, ma lancerebbe un messaggio molto chiaro a livello mondiale. La soluzione sarebbe quella di arrivare ad una sorta di compromesso anche se c’è la consapevolezza che il tecnico partirebbe con un handicap importante. Senza dimenticare che poi il campo è il giudice supremo.
Il post di Andrea Pirlo
Nella serata di ieri Andrea Pirlo attraverso un post ha detto la sua sulla vicenda. Ecco le sue parole:
“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti.
Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono.
Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono.
L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre“.
Pirlo resta il favorito, ma si ritorna a ragionare sulle alternative
In via Allegri si è davanti ad un bivio. La strada intrapresa in questo momento è quella di provare ad arrivare ad un compromesso. L’idea di puntare su Pirlo non è assolutamente svanita, ma la FIGC sarebbe pronta a riprendere i contatti anche con altri allenatori. Resta da capire se ancora con Maldini nel ruolo di direttore tecnico oppure anche lui deciderà di fare un clamoroso passo indietro.
A prescindere da tutto, con un passo indietro su Pirlo potrebbe ritornare in auge il nome di Mancini. L’ex ct azzurro da sempre sta puntando tutto sull’ottimo rapporto che ha con Malagò. Il suo nome, però, non convince Maldini, ma sembra la soluzione ideale se non si dovesse concludere l’affare con il Maestro per la questione russa.
Naturalmente non possiamo escludere neanche Conte, altro tecnico che stuzzica molto la fantasia da parte della stessa Serie A e dei tifosi. Meno quella del duo formato da Maldini e Leonardo, che, in caso di una permanenza, potrebbero puntare su un altro profilo giovane come Palladino oppure Thiago Motta. Al momento si è nel campo delle ipotesi e poi si vedrà cosa succederà.
Decisione attesa a breve
A prescindere da come andranno i contatti nel corso delle prossime ore, la situazione non può essere rimandata ancora per molto. Entro il weekend doveva essere annunciato il commissario tecnico. Ora il tutto è destinato a slittare di qualche giorno.
La volontà in via Allegri è quella di chiudere la partita subito. Si proverà a definire il tutto per martedì, ma molto dipenderà dalle decisioni di Malagò. Al momento si stanno facendo i ragionamenti con la consapevolezza che si è un vero e proprio campo minato. Qualsiasi scelta si farà, si dovranno fare i conti con le critiche. Pirlo ci spera, ma ora il suo nome non è più sicuro come una volta.