Ucraina: Tajani, “Sanzioni Usa su compagnie petrolifere possono avere ricadute enormi su Russia

tajani su Hamas e la guerra in medio oriente




La nuova ondata di sanzioni annunciata dagli Stati Uniti contro importanti compagnie petrolifere russe, tra cui i giganti energetici di Mosca, è destinata ad avere “ricadute enormi” sull’economia della Federazione Russa.

A dirlo è il Vice Premier e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, intervenuto a margine di un evento a Roma (o a un pre-vertice del PPE, a seconda della fonte più recente).

Secondo il Capo della Farnesina, l’obiettivo di questi provvedimenti restrittivi è “spingere il presidente della Russia Vladimir Putin a porre fine alla guerra”. Anche, a “venire a più miti consigli” per negoziare una tregua e una pace giusta. Tali mosse sono in linea con la strategia occidentale di pressione su Mosca per l’invasione dell’Ucraina.

Le sanzioni statunitensi, che colpiscono settori chiave dell’economia russa come quello energetico, mirano a prosciugare le fonti di finanziamento del conflitto. L’esposizione delle maggiori compagnie petrolifere a restrizioni così severe complica le loro operazioni internazionali. Inoltre, limita l’accesso a tecnologie e finanziamenti. In ultima analisi, riduce la capacità di Mosca di sostenere lo sforzo bellico.

Tajani ha ribadito la posizione italiana ed europea a sostegno dell’Ucraina, sottolineando che l’azione congiunta di sanzioni è “l’unico modo” per indurre un cambiamento nelle decisioni del Cremlino. Queste azioni sono percepite sia a livello europeo che americano.

“Intanto bisogna andare avanti con le sanzioni, sia europee sia americane, sperando che Putin venga a più miti consigli”, ha dichiarato il ministro.
La posizione sulle sanzioni ‘secondarie’
In un recente dibattito sulla possibilità di imporre dazi o sanzioni secondarie a Paesi che continuano ad acquistare petrolio dalla Russia, il Vice Premier ha espresso una cautela tattica.

Pur riconoscendo la necessità di colpire Mosca, Tajani aveva precedentemente suggerito che “è meglio prima sanzionare la Russia che sanzionare chi compra petrolio dalla Russia”. Questo suggerimento evidenzia la preferenza per misure dirette contro il sistema finanziario e i settori strategici russi.

Le nuove sanzioni USA sulle compagnie petrolifere si inseriscono in un quadro di inasprimento progressivo della pressione economica. L’intento è portare il Cremlino al tavolo delle trattative. Tuttavia, recentemente fonti internazionali hanno affermato che i colloqui con Putin non stanno portando a risultati concreti per la chiusura della guerra.

Il Ministro Tajani conclude dunque con un messaggio di ferma determinazione. La comunità internazionale, con gli Stati Uniti in prima linea nel settore energetico, continuerà a utilizzare lo strumento delle sanzioni mirate come leva principale per il ristabilimento della pace. Inoltre, queste azioni difendono l’indipendenza e integrità territoriale dell’Ucraina.