“Siamo noi a scegliere sempre”. Intervista alla scrittrice Mariavittoria Isaja

Le persone che crediamo di conoscere inevitabilmente possono sorprenderci svelando improvvisamente lati del loro carattere e della loro personalità che prima ci sfuggivano o che non riuscivamo a cogliere prima.

Siamo davvero certi di conoscere chi vive al nostro fianco e con il quale abbiamo deciso di condividere un pezzo della nostra esistenza? Le persone sono davvero quello che mostrano attraverso il loro status sociale, i ruoli che si ritrovano a ricoprire, il proprio lavoro, la vita sentimentale? Ci si ritrova a porsi queste domande leggendo Quello che non sono riuscita a dirti” di Mariavittoria Isaja, edito da Pav Edizioni nella collana Romance.

Un suspense romance che intriga il lettore e lo tiene incollato alle sue pagine in un crescendo di emozioni intense e situazioni imprevedibili per un finale per nulla scontato. Di questa storia densa di mistero, intrighi e colpi di scena che ci invita anche a riflettere su diverse tematiche esistenzialiste al di là della storia d’amore ce ne parla l’autrice in questa accurata intervista.

Come è nata l’ispirazione per scrivere “Quello che non sono riuscita a dirti”?

L’ispirazione è nata dalla voglia di cambiare; ho sempre scritto d’amore, ma volevo dare una svolta, un significativo cambiamento alla mia scrittura e la storia è venuta da sé. In generale, e di conseguenza anche per questo mio ultimo romanzo, ogni storia è frutto della mia fantasia, ma dietro i dettagli si nascondono i particolari della mia vita e delle persone che mi stanno intorno. Fondere il romance con alcuni elementi del giallo mi ha permesso di capire che per quanto non voglia rinunciare all’amore, mi piacerebbe molto dedicarmi interamente alla scrittura di un giallo. Ho sempre amato le serie televisive crime e andare alla ricerca di una verità, svelare un segreto, scoprire l’inaspettato faccia parte del mistero che è la nostra esistenza.

Le persone sono davvero quello che sembrano è uno degli interrogativi che emerge quando si legge il tuo suspense romance. Che ne pensi al riguardo?

Le persone cambiano con il tempo, ma anche con le situazioni. Non necessariamente parlo di maschere o di finzione; io stessa non credo di essere con tutte le persone che mi circondano allo stesso modo. Ognuno di noi ha differenti parti che lo definiscono, non si può catalogare una persona con un unico aggettivo, ma sono convinta che dietro quelle piccole parti ci sia del vero. Non sai mai chi hai davanti al 100 %, non sai come può reagire a situazioni nuove e inaspettate, ma l’unico aspetto che si può controllare è la fiducia che si ripone nell’altro, anche se non tutto è trasparente o chiaro. A volte, le persone si conoscono per affinità di interessi o solo perché “a pelle” si è notato un qualcosa che ci attrae a determinate persone, ma siamo davvero certi che la parte che vediamo noi è la stessa che vedono gli altri?

Un insegnamento che si coglie dall’esperienza della protagonista è di non lasciare che siano gli altri a decidere per noi il percorso da intraprendere, come diventare i protagonisti della propria esistenza?

Assolutamente, è la mia filosofia di vita. Non tutto si può controllare, specialmente gli altri e le altrui decisioni, ma ogni giorno compiamo delle scelte che portano a delle conseguenze e di queste decisioni dobbiamo esserne convinti. Quante volte è capitato che facessimo del nostro meglio ma non è bastato? Io credo che se una persona raggiunge il massimo del suo potenziale abbia già vinto, a prescindere dal reale risultato. Non possiamo controllare le decisioni degli altri, ma non dobbiamo nemmeno dipendere da esse. Dobbiamo essere determinati a raggiungere i nostri scopi e se non raggiungiamo la nostra meta significa che la strada non era quella giusta per noi. Siamo noi a scegliere, sempre.

C’è un personaggio di questo romance che sta particolarmente a cuore e perché?

Nessuno in particolare; ogni personaggio ha una sua storia e delle emozioni che io stessa provo ogni volta che le descrivo. Potrei scegliere la protagonista, Mara, ma non sarebbe completamente vero. Ogni volta che scrivo di un personaggio mi metto nei suoi panni e vivo la sua esperienza come se fossi in prima persona a viverla (dopo tutto esce dalla mia penna).

Com’è nata la tua passione per la scrittura?

Avevo 15 anni quando stavo leggendo il giovane Holden per scuola; più leggevo e più non riuscivo a proseguire la lettura finché non avessi trovato uno scopo di essa e non era proprio quello di scrivere? Quella sera, misi da parte il libro e iniziai a scrivere un diario.

Sui social ti occupi anche di scrivere recensioni di libri di scrittori emergenti. Quanto la lettura è preziosa per chi scrive?

Essenziale. Ho deciso di intraprendere la strada della recensione perché mi permette di continuare a scrivere (anche di altri) e di ritrovare la passione per la lettura che purtroppo avevo perso. Ma come si fa a essere una scrittrice senza imparare dalla lettura degli altri?

Ogni scrittore inconsciamente si porta dentro delle influenze letterarie. Hai una scrittrice di riferimento che ami tanto?

Non ho una scrittrice che amo in particolare; mi piace cambiare il genere di scrittura e anche di lettura, ma sono un’insegnante di inglese e ho insegnato per tanti anni in un liceo. Le mie principali fonti di ispirazione e di pensiero di tutti i miei romanzi vengono dalla letteratura inglese, da Shakespeare a James Joyce o a Virginia Woolf, i miei autori preferiti.

A chi consigli Quello che non sono riuscita a dirti?

A chi ama l’inaspettato e le sorprese, a chi ama le storie che appassionano ed emozionano, ma che allo stesso tempo facciano riflettere sulla vita di tutti i giorni, che facciano porre domande verso sé stessi, ma anche verso le persone che ci circondano, ai che amano le storie d’amore piene di segreti e mistero.  

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