Diventare mamma è un’esperienza che inevitabilmente porta con sé tante novità e cambiamenti nella vita di una donna.
Ci si ritrova a rivoluzionare la propria quotidianità, a scandirne i ritmi in base alle le esigenze del nuovo arrivat/a. Ci si rende conto di diventare multitasking e di possedere tante risorse e capacità di cui prima ignoravamo l’esistenza.
A volte però la maternità non è vista di buon occhio nel mondo professionale che spesso diventa ostile e insidioso nei confronti delle neomamme. È ciò che accade a Beatrice, la protagonista di “Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera” di Elisa Benedetto, Narrazioni Clandestine del gruppo editoriale Santelli.
Non smettere mai di mettersi in gioco
Lei è una giovane donna che ama il suo lavoro e nei confronti del quale ha investito energie, tempo e creatività. Quando diventa mamma di Camilla, quel capo che l’aveva accolta con umanità ed entusiasmo e quel contesto lavorativo caratterizzato da colleghi amorevoli, trasferte all’estero, riunioni improvvise diventano improvvisamente ostili nei suoi confronti.
Ritrovandosi ingiustamente senza lavoro, Beatrice tra notti insonni, merende improvvisate, corse verso l’asilo nido, colloqui non ordinari si ritrova a rivoluzionare letteralmente la sua esistenza. Ed è così che si riscopre resiliente e capace di non smettere mai di reinventarsi e mettersi in gioco.
Un romanzo che parla alle donne
Questo è un romanzo ne quale molte donne di immedesimeranno. Beatrice con l’ironia che la contraddistingue è una di noi. Nell’affrontare a testa alta e con spiccato senso di humour qualsiasi imprevisto e difficoltà diventa un’eroina per il lettore. Come ci dimostra la Benedetto con questa commedia frizzante e ironica i veri eroi sono quelli che affrontano imprese ordinarie in maniera straordinaria.
A volte lo fanno cadendo e facendosi male ma dopo la caduta ci si risolleva riscoprendosi più forti e coraggiosi di prima e capaci di trasformare ciò che sembra negativo in un’occasione per crescere umanamente parlando. La storia di Beatrice è un esempio di resilienza, quella capacità di trasformare una brutta situazione in un’occasione per rimettersi in gioco, connettersi alla propria parte autentica e dare espressione a tutte le passioni e i desideri che per troppo tempo erano rimasti sopiti.
Una lettura piacevole che infonde ottimismo
Attraverso la lettura di Avevo un piano la vita no, ci rendiamo conto che non è vero che noi mamme abbiamo i superpoteri. La verità è che alcune situazioni che viviamo sulla nostra pelle così come accade alla protagonista di questo romanzo ci insegnano a diventare multitasking pe cercare di conciliare la vita famigliare con quella professionale.
Questo libro ci ricorda che noi mamme al di là di questo ruolo siamo anche donne e professioniste. Di questo non dovremmo mai dimenticarcelo e tutelarci da contesti e persone che credono che essere mamme significhi perdere competenze, che sia un limite, un’etichetta che ci affibbiano e che diventa altamente riduttiva del nostro vero valore.
Leggere questo libro farà sorridere e riflettere al tempo stesso. Consigliato a tutte le donne e non, a chi lotta con coraggio e determinazione per affermare la propria identità femminile al di là dei ruoli e delle etichette che ci affibbiano. Sarà amato anche da chi crede nel potere della resilienza e del reinventarsi sempre e comunque perché infonde ottimismo e speranza.











