Anno III • Numero 245
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Di Battista operato a Cuba, slitta il suo rientro in Italia: come sta l’ex esponente pentastellato

Di Battista in primo piano

Di Battista continua ad essere ricoverato a Cuba. L’ex pentastellato sarebbe stato operato. Il suo rientro in Italia è slittato ancora. Le ultime

L’attenzione mediatica e l’interesse dell’opinione pubblica si sono riaccesi improvvisamente intorno alle condizioni di salute di un noto volto politico. Alessandro Di Battista si trova al centro di notizie delicate riguardanti la sua permanenza a Cuba, dove l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle si era recato per realizzare una serie di reportage sul campo. Un improvviso problema medico ha tuttavia stravolto la tabella di marcia del suo viaggio, culminando in un intervento chirurgico inaspettato presso una struttura ospedaliera del Paese caraibico e costringendo i familiari e i collaboratori a riorganizzare l’intero piano di rientro in patria.

Inizialmente la data stabilita per il ritorno sulla penisola era stata fissata per le ore pomeridiane della giornata odierna, ma le circostanze cliniche hanno imposto un cambio di rotta repentino. La conferma ufficiale del cambio di programma è giunta direttamente attraverso i canali di comunicazione dell’organizzazione culturale e politica con la quale l’ex deputato opera stabilmente negli ultimi tempi. L’Associazione Schierarsi, di cui Di Battista risulta fondatore e figura di spicco nel ruolo di vicepresidente, ha diffuso una nota informativa pubblicata simultaneamente sui canali digitali e sulle pagine social ufficiali del blogger romano.

Nel comunicato distribuito dall’organizzazione si evidenziava la delicatezza del momento e si richiedeva espressamente alla stampa e al pubblico di mantenere un atteggiamento improntato alla moderazione e al rispetto della vita privata. “Il rientro di Alessandro Di Battista è stato rinviato. Chiediamo a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza nella diffusione di informazioni, in attesa di ulteriori aggiornamenti”, si leggeva nel post pubblicato stamani dall’Associazione. La richiesta di riservatezza nasce dall’esigenza di tutelare il quadro clinico ed evitare la proliferazione di speculazioni e notizie poco verificate.

Le complicazioni sanitarie per il quarantottenne romano sono cominciate diversi giorni fa in seguito a un sintomo apparentemente comune ma via via sempre più intenso. Dopo aver avvertito un forte e persistente mal di testa, il giornalista ha dovuto fare ricorso alle cure sanitarie locali. L’iter medico è iniziato con un primo ricovero di urgenza presso la struttura sanitaria della città di Santa Clara, per poi proseguire con un trasferimento strategico verso la capitale L’Avana, dove gli specialisti cubani hanno potuto effettuare indagini diagnostiche maggiormente approfondite ed articolate.

L’evolversi degli eventi ha spinto anche il panorama politico italiano a muoversi per offrire un supporto concreto. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha deciso di inviare a Cuba due esperti clinici di primo piano provenienti dal Policlinico Gemelli di Roma, nello specifico un neurochirurgo ed uno specialista in rianimazione e terapia intensiva.

I due medici italiani hanno raggiunto la struttura ospedaliera caraibica per affiancare l’équipe locale nell’esame dei referti diagnostici e nella valutazione del quadro generale. Ad assistere l’ex esponente politico in tutte le fasi di questa complessa vicenda medica è presente fin dal primo momento la compagna di Di Battista, Sahra Lahouasnia, che si trova al suo fianco in ospedale.

Solamente qualche giorno fa lo stesso protagonista della vicenda aveva cercato di tranquillizzare la propria comunità di sostenitori con un messaggio intriso di fiducia e gratitudine. “Oggi mi sento meglio“, aveva scritto Di Battista tre giorni fa sui suoi profili social.

Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali. Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza“, aveva spiegato.

Le parole scritte dall’ex deputato miravano a chiarire non soltanto il proprio stato d’animo propositivo di fronte alle difficoltà, ma anche a precisare la natura logistica del trasporto sanitario speciale organizzato per la traversata oceanica. L’intervento dell’assicurazione privata contratta prima del viaggio garantiva la completa copertura economica del volo protetto tramite aeroambulanza, sollevando la sanità pubblica da qualsiasi tipo di onere finanziario per il rimpatrio dedicato.

Il quadro clinico ha tuttavia subito una modifica improvvisa nelle ultime ore. Il programma iniziale che prevedeva il decollo il 4 settembre è stato inevitabilmente bloccato in seguito alla scelta dei chirurghi di operare l’ex parlamentare presso l’ospedale della capitale cubana.

Questa decisione medica ha trasformato radicalmente lo scenario, portando all’annuncio formale circa il rinvio della partenza da Cuba e rendendo nota l’effettuazione dell’intervento chirurgico al quale il giornalista si è sottoposto per stabilizzare e risolvere definitivamente la causa primaria del malessere.

La notizia dell’operazione chirurgica e la conseguente sospensione del viaggio di ritorno hanno suscitato apprensione tra amici, colleghi di lavoro e sostenitori che seguono da anni le attività dell’ex esponente politico. La collaborazione diretta tra gli specialisti locali e i due medici inviati dall’Italia ha permesso di garantire la massima accuratezza in ogni passaggio terapeutico, confermando la bontà dell’operato dell’équipe dell’isola caraibica.

Attualmente si rimane in attesa di ulteriori comunicati ufficiali che possano aggiornare sullo stato post-operatorio del paziente e sull’esito complessivo dell’intervento. La determinazione dell’ex deputato nel voler superare questo ostacolo sanitario, unitamente alla presenza costante della compagna e al monitoraggio continuo della squadra medica intercontinentale, offre elementi di rassicurazione in un contesto che richiede comprensibilmente grande cautela.

La data del volo protetto verso l’Italia verrà ricalibrata solo ed unicamente quando i parametri clinici dell’operato offriranno la totale sicurezza per affrontare il lungo viaggio transoceanico.