Crisi del settore tessile italiano, dopo la pandemia torna l’ottimismo

Crisi del settore tessile italiano, dopo la pandemia torna l'ottimismo

 

Come si legge in un articolo pubblicato dalla ABC, anche il settore tessile italiano ha subito un brutto contraccolpo dopo la pandemia che ha colpito soprattutto il Bel paese causando 130 mila vittime e costringendo le istituzioni a dover tenere chiuse le imprese per arginare i contagi.

Nell’ultimo decennio, la lana super fine prodotta in regioni come le Midlands della Tasmania e il South-West Victoria, è stata acquistata soprattutto da aziende italiane che operano nel settore tessile.  La pandemia ha gettato sul lastrico le aziende produttrici a causa dell’ondata di chiusure come ha avuto modo di confermare, in una intervista rilasciata all’ABC, anche Andrew Blanch, amministratore delegato di New England Wool, che acquista lana in Australia per due stabilimenti italiani, Reda e Vitale Barberis Canonico. “Gli ultimi 18 mesi – ha chiosato Blanch – sono stati piuttosto critici per l’Europa e in particolare l’Italia che è diventata l’epicentro della pandemia. Con la vendita al dettaglio bloccata e le persone che smettono di viaggiare, tutte le cose per cui l’abbigliamento da lavoro in lana sarebbe stato tradizionalmente utilizzato sono state chiuse, così come la loro attività”.

 

Le chiusure hanno ridotto di circa il 60-65% la vendita di lana prodotta dall’Australia per le aziende italiane. Dopo la riapertura, il gruppo Reda ha deciso di operare in maniera più flessibile, razionalizzando gli ordini e acquistando solo quando necessario, anche per il timore di nuove chiusure. Proprio i timori di un nuovo lockdown hanno frenato gli acquisti e di conseguenza hanno causato ulteriori danni a tutta la filiera. Fortunatamente la situazione sta andando normalizzandosi e presto, anche il settore tessile, potrebbe uscire definitivamente dalla crisi e tornare a regime.
Uno dei coltivatori di Reda, l’agricoltore della Tasmania settentrionale Luke Rapley, si è detto ottimista sul fatto che l’industria tessile possa riprendersi in fretta, senza ulteriori danni.

Quali prospettive per il settore tessile?

Ovviamente è ancora presto per fare previsioni, anche perchè le incognite sulla diffusione della variante Delta non sono ancora state sciolte. Anche i produttori australiani di lana superfine potranno finalmente tornare a respirare anche perchè la loro lana pregiata è molto rara e viene prodotta solo in poche parti del mondo. Quando il mercato ripartirà del tutto, si conta di tornare agli ordinativi precedenti ridando ossigeno a tutto il comparto. La luce alla fine del tunnel sembra ormai vicina per tutto il comparto. Stanno iniziando a riaprire tutte le attività non solo in Italia ma anche in tutta Europa, mentre i clienti hanno ormai ridotto le scorte e sono pronte a ricomprare nuova lana. Ecco perchè trapela un grande ottimismo e stanno tornando a crescere anche le assunzioni.