25 Maggio 2022

La riprogrammazione mentale

Riprogrammazione mentale.

Questo è il tema della giornata.

Manuel sei impazzito? Ci stai per fare il lavaggio del cervello?

Semmai il lavaggio del cervello ve l’hanno fatto gli altri, io cerco soltanto di insegnarvi a diventare più consapevoli di voi stessi (scusate non volevo essere offensivo).

Perché Manuel oggi vuoi parlarci di questo. Ho sentito cose strane in giro su questa tematica. Puoi farci un po di chiarezza in merito?

Certo. Allora sono qui apposta.
Partendo dalle basi, per riprogrammazione mentale, si intende il processo di rinnovamento della parte inconscia, la quale andrà a influenzare la parte conscia. Il tutto si tramuta all’esterno.
Cerco di farvi capire con un esempio pratico.

Sono un ragazzo X (come posso essere io o voi), decido che voglio di più dalla mia vita e quindi intendo comprare un corso al fine d’imparare le skills necessarie per diventare un imprenditore di successo.
Routine, duro lavoro, obbiettivi, isolamento, pensiero positivo e tutte quelle cose li.
Parto con il business e fallisco. E dico tra me e me:

“Cavolo ma ho seguito tutto alla lettera, come mai ho fallito? Forse sarò sfortunato, forse il settore in questo momento è poco redditizio. Vabbè provo un altro business, magari andrà meglio”.

Dopo 1 mese mi alzo, leggo una biografia di un grande investitore immobiliare che insegna tramite i suoi libri, come operare con successo nella compravendita immobiliare.
Leggo inoltre, che il 90% dei suoi studenti, nei 6 mesi successivi all’attuazione dei suoi insegnamenti, hanno tutti effettuato almeno un operazione di successo.

A questo punto penso:

“Ecco finalmente ho trovato l’opportunità che cercavo. Il mercato immobiliare in effetti, seppur con qualche alto e basso, é molto più stabile di molti settori.Poi, mi dice anche che 9 su 10 riescono ad avere successo. Non sarò mica io il cret*** di turno.”

Con tutto l’entusiasmo del mondo quindi inizio, mi presento all’asta e faccio il mio primo acquisto.
Tutto contento, carico a mille torno a casa e l’indomani inizio a fare le pratiche di acquisizione e lavori.
Dopo 14 giorni di lavoro, tramite una perizia del geometra, risulta che il terreno dell’immobile non è stato bonificato e che la casa allo stato attuale, non è agibile.

Allora chiedo come mai non lo avevo visionato prima di comprare casa, e lui mi risponde che aveva controllato bene ma che questa condizione negativa si verifica molto raramente, neanche una volta ogni mille.
A questo punto ti senti una mer**, un fallito, e pensi che non vali niente. Due business su due falliti.

Tornando a noi, anche se ho fatto degli esempi un po’ eccessivi ma doverosi al fine di farvi arrivare il concetto, quanti di voi si sono ritrovati in situazioni analoghe?
Quanti di voi non riescono a concepire il fallimento? Nonostante tutte le ore di duro lavoro e sacrificio?
La risposta è il titolo dell’articolo.
La riprogrammzione mentale.
Non siete voi il problema, bensì il vostro sistema di credenze.
Cosa voglio dire con questo.

Io ho fallito i miei due business, perché seppur la mia parte conscia desiderava avere successo, la mia parte interiore non era in armonia con ciò a cui stavo pensando e puntando.
Io volevo avevo successo e diventare un imprenditore affermato, ma la mia parte inconscia ha delle credenze radicate in me sviluppatesi nel corso degli anni, per le quali penso che chi fa impresa in Italia sia un truffaldino.

Cioe vuoi dire che la mia parte più profonda mi sta autosabotando?
Esattamente.
Ci spieghi meglio come si articola il subcoscio?

Forse qualche mamma o pediatra o qualcuno di voi per conoscenza, saprà che quando noi nasciamo su questo mondo, siamo praticamente puri senza pensieri e idee.

Sopratutto da neonati e da bambini poi, noi reagiamo velocemente agli stimoli, parole ed eventi che il mondo esterno ci presenta, andando ad assorbire velocemente il tutto.
Siamo come delle spugne.

Difatti, il pensiero critico, il modo di pensare, e le ideologie più forti, si formano in età infantile.

Di conseguenza, ciò che noi ascoltiamo ogni giorno, osserviamo all’asilo, ciò che i nostri genitori ci dicono, vanno a formare in noi delle credenze in merito a certe tematiche e pensieri. Questi pensieri ripetuti in noi, fin dalla tenera età, formano quelle che sono le credenze radicate di cui vi parlavo prima.
La somma delle credenza forma la nostra personalità, e il nostro status mentale e operativo.

Per tornare agli esempi pratici che tanto mi piacciono: 

Se penso internamente che mangiare sano è un peso e che non ti fa godere le delizie della vita, non potrò mai essere una persona in forma, capite?

Posso allenarmi anche tutto il giorno, ma il mio subconscio in qualche modo mi autosaboterà.
Che possano essere pensieri, o eventi, stai pur certo che fallirete.
Per quello che fino adesso non avete ottenuto risultati significativi.
Perche avete lavorato e affidato il vostro successo alla volontà, e alla motivazione.

Quelle sono comportamenti in più che bisogna avere, i quali devono poggiare su un terreno saldo, rappresentano dall’inconscio.
Vi ricordate che vi faccio sempre l’esempio del costruttore no?
La volontà e la motivazione sono dei muscoli che seppur allenati, saranno sempre limitati.

Rappresentano la loro massima espressione ed efficacia quando sono in simbiosi con noi stessi.

Il post motivazionale che guardate la mattina su internet. “Non mollare mai” ecc.. non servono a un cazz**, se avete un incoscio limito.

Questo è il problema della maggior parte delle persone.

Quando iniziano qualcosa, non lavorano su se stessi e sulla mente, ma sul business.

Non capendo erroneamente, che il 90% dei risultati viene determinato dai loro pensieri profondi e dal loro mindset. 
Il resto, le briciole, solo il 10% rappresenta il mercato, le difficoltà, le tecniche.
Un business buono o cattivo, redditizio o non redditizio, non esiste.
“Aspetto il momento buono oppure questo business non fa per me”, sono le scusanti di chi non ha capito come si ottengono davvero risultati e come si fa la differenza.

Concentratevi su di voi, e vedrete che tutto attorno, compreso il vostro settore, ne gioverà grandemente.

Vi ripeto ancora per una volta, che la parte esterna non è altro che il riflesso interiore di ciò che siamo.
Quante volte,vedete senza porci troppa attenzione, l’immagine dell’Iceberg sui social? Niente di più vero.

Tutta la parte sommersa = incoscio, da vita alla punta.
Tutti là fuori si limitano a capire come diventate una punta di successo, come diventare una persona di successo.
Paragonando la massa sommersa alle credenza e al mindset, e la punta al bussiness, ecco che il gioco è fatto. Ma come vi dicevo prima, la punta non è altro che una piccolissima parte del meccanismo.
E non a caso, la parte più apparente e meno rilevante per il nostri risultati.

Capite ora il giochino 90 e 10%?

Voi dovete iniziare a comprendere da subito e molto seriamente, che noi viviamo con il pilota automatico.
Sapete come funziona?
Io sono un aereo a 4000 mt. La rotta impostata è Milano-Tokyo.
Imposto il pilota automatico ma un certo punto decido di andare a 5000 mt.
Ci rimango venti minuti, un’ora, tre ore in certi casi, poi però ad un certo punto il pilota automatico impostato riporta l’aereo a 4000 mt.

In questo caso chiaramente ho paragonato l’inconscio al nostro pilota automatico.
Se noi pensiamo (inconsciamente) che guadagnare 1500 € sia la cifra giusta per noi, possiamo anche lavorare 20 ore al giorno e lanciare imprese con un tasso di redditività impressionante, possiamo avere un team di esperti che ha fatto ricche tantissime persone, ma io posso darti con certezza che noi guadagneremo sempre 1500€.
Come vi dicevo in questo articolo(https://italianinews.com/2021/10/17/vuoi-essere-lartefice-del-tuo-futuro-scopri-il-potere-nascosto-che-il-mondo-vuole-nasconderti-a-tutti-i-costi/), noi abbiamo e attiriamo ciò che vibriamo e pensiamo dentro, ciò che SIAMO.

Non ciò che pensiamo di volere.
Capite il concetto? La differenza è tanto sottile quanto determinante.

E la situazione è complicata lo so, perché internamente siete oggetto di una lotta continua e stenuante tra incoscio e conscio. Ma vi posso assicurare, che alla fine prevarrà sempre l’inconscio.
E se l’inconscio non vi porta dove volete consciamemte arrivare, questo vi creerà grossa frustrazione.
Sembra incredibile, ma tutto parte da cosa abbiamo dentro ragazzi, ciò che abbiamo captato e prosciugato esternamente da quando siamo neonati.

Per questo i figli dei ricchi hanno più possibilità di diventare ricchi creandosi una fortuna da se.
Perché sono nati e cresciuti sentendosi ripetere affermazioni positive e incentivanti sul denaro, ricchezza e impresa.
Di conseguenza quando decideranno di partire in un progetto di lavoro o sociale, sicuramente agiranno inconsciamente nella giusta direzione per raggiungere l’obbiettivo prefissato.

Stessa cosa per i figli di sportivi.
Se io sono figlio di uno sportivo, magari di un grande calciatore, sicuramente vedrò di buon occhio la sana alimentazione e il duro lavoro per raggiungere degli obbiettivi.

Questo non può che aiutarmi nella realizzazione di qualsiasi obbiettivo.

Perché le credenze installate, sono incentivanti, non auto-sabotanti come negli esempi iniziali.
Ma quindi Manuel qual’è il segreto per trasformare il mio incoscio?

Intanto capire qual’e l’equazione perfetta per un un’equilibrio vincente.

Voi otterrete risultati significativi nella vostra vita, quando i vostri desideri saranno in armonia tra la parte inconscia e conscia.

Nel pratico, vuol dire che se io mi pongo l’obbiettivo di diventare un grande nuotatore, le mie credenze interne e i miei pensieri esteriori coincidono nel pensare davvero che sia giusto e onorevole ambire ad essere un nuotatore professionista.

Manuel veramente non sappiamo come ringraziarti.. ci stai illuminando completamente.
Stiamo iniziando a capire davvero che il problema è dentro di noi, non esterno.
Ma quindi siamo rovinati Manuel? Abbiamo compreso che noi abbiamo dei concetti sbagliati radicati dentro di noi. Possiamo resettera il nostro subconscio? O invece ormai il gioco è fatto?

Domanda giustissima, mi fa capire che vi piace l’argomento, che vi ho stimolato qualcosa. Bene.
Colgo l’occasione per dirvi una cosa. Sicuramente che c’è una bella notizia in tutto questo.
Il  SUBCOSIO SI PUÒ CAMBIARE.
Non nego che sarà molto difficile.
Perche le abitudini, nonchè la somma delle vostre credenze sulla quasi agite quotidianamente, una volta installate nel tempo, sono talmente radicate in noi, che il processo di rinnovamento è lungo, tortuoso e doloroso.

PERO’ SI PUO CAMBIARE.

Dovete semplicemente andare a sostituire abitudini nuove di modo da agire diversamente. L’azione diversa protratta nel tempo, farà si che sarete delle persone diverse e di conseguenza otterette risultati diversi da quelli di ora. E dato che siete qui perchè le cose non vanno, almeno come sperate, sicuramente saranno risultati positivi.

Ora ascoltatemi bene.

Da qui ai prossimi giorni, andrò a pubblicare una sorta di “mini-serie”, su tutte le tecniche di riprogrammazione efficaci al fine di cambiare i vostri paradigmi.

Lo farei anche in questo articolo, ma non vorrei risultate troppo pesante. Preferisco che questa sera, riflettiate sui concetti espressi. Fidatevi che è gia tanta roba. Poi il resto lo vediamo assieme. Il vostro esercizio pratico odierno quindi, è quello di diventare consapevoli sull’importanza dell’incoscio.

Dai manuel! Noi vogliamo sapere ora.

Ragazzi vi sto già insegnando la pratica in realtà. 

Ricordate prima cosa vi ho detto? 90% Mindset, 10% tecnica.

Stessa cosa. 90% consapevolezza, 10% tecniche.

Concentratevi sull’essenziale, ragionate sul mindset che vi ho trasmesso, che è la cosa più importante, di modo che qualsiasi strategia impariate e deciderete di implementare nella vostra vita, verrà da voi applicata con successo.

A domani e al vostro successo.