22 Maggio 2022

Da Alitalia a Ita.

La fine di Alitalia.

Oggi andremo a vedere assieme una delle questioni più “calde” nel nostro paese, ovvero il passaggio storico e inevitabile della compagnia aera simbolo della nostra nazione, ALITALIA.

Per quei pochi che ancora non hanno avuto modo di capire le dinamiche di questo evento mondiale, oggi siete nel posto giusto.

Il 15 ottobre 2021 è difatti decollato l’ultimo aereo di tratta nazionale sotto il marchio Alitalia.

Partenza Cagliari destinazione Fiumicino. Ultimo volo in quanto Alitalia da quel giorno in poi non esiste piu.

La nuova compagnia aerea di riferimento italiana difatti, prende il nome di “Ita Airways”, che va proprio a sostituire il vecchio brand di riferimento “ALITALIA”.

“un nome che risalta l’innovazione, che ci proietta nel futuro”

Cosi le prime parole del CEO e amministatore delegato, nonche acquirente,Fabio Lazzerini, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova compagnia.

Continua dicendo: “Abbiamo voluto mantenere i colori, verde e rosso sono gli stessi di Alitalia, e l’acquisto del marchio di ieri rispecchia questa logica: non disperdere un valore.

Conclude dicendo: “Il brand Alitalia non poteva appartenere a nessun altro che alla nuova compagnia di bandiera italiana.

Nonostante ad oggi, 31 ottobre, la nuova compagnia ha già decollato ufficialmente, sono ancora purtroppo tanti, i punti e i problemi da definire.

Come ironicamente molti hanno affermato, “nuova compagnia, vecchi problemi”

Taglio netto dei dipendenti, ritardi, misteri nelle biglietterie di prenotazione offline e online.. Insomma, i presupposti non sono incoraggianti. In ogni caso, staremo a vedere.

Tutto questo ha portato e porterà anche in futuro, a scioperi nazionale di protesta. Prima di andare oltre, vorrei fare con voi un passo indietro e capire le ragione indi per cui si è arrivati alla cessione del brand Made in Italy “Alitalia”.

Passaggio epocale, tanto quanto necessario: questa è l’opionione degli esperti del settore.

Da cosa derivano tutte queste problematiche?

Alitalia viene fondata il 16 settembre 1946, con il nome di Alitalia aereolinee italiane internazionale.

Dopo un primo avvio incoraggiante, vediamo che gia nei primi anni ’70, inziarano a verificarsi diverse e ripetute tensioni verso la compagnia.

Proteste e scontri con sindacati, e altre problematiche mai sistemate, hanno portato la compagnia, dagli anni ’90 in poi, ad avviarsi in un vero processo di declino.

L’unica via d’uscita possibile, fu indivuadata nelle collaborazioni estere e fusioni operative. D’altro canto il debito pubblico sempre piu crescente, le falle del sistema, e i malumori all’interno dell’ambiente, non davano altra scelta.

Diverse fusioni operative, la famosa “cordata italiana”, e patnership strategich come l’ingresso di Etihad, hanno tamponato in parte le lacune.

Tutto questo però non fu sufficiente al fine di evitare l’inizio dell’ultima fase di vita della compagnia, denominata anche “buco nero dei conti”

Difatti, invece del pareggio operativo da tutti auspicato, l’aumento dei debiti fu sempre piu consistente tanto che Alitalia continuava a registrare perdite.

Maglrado la ricapitalizzazione, (con conseguente aumento del debito pubblico italiano), e i vari tentativi di salvezza ( come quello del 2017), il covid 19 ha dato la cosiddetta “mazzata finale” a qualsiasi speranza di rinascita da parte della compagnia.

Tornando all’attualita, la fine di ALITALIA per noi contribuenti è stato un vero e proprio sospiro di sollievo.

Dici Alitalia, dico costo: questo è il parere e lo stato d’animo di molti di noi.

Per darvi due numeri concreti, difatti, l’altro giorno è stato diramato un bilancio uffficiale dei costi stimati provocati della vecchia compagnia: 13 miliardi, è la cifra che lo stato italiano ha speso per ALITALIA.

Tanti, davvero tanti soldi. Tutti contenti tranne le famiglie degli 8 mila lavoratori ex Alitalia che disperatamente sono andati in cassa integrazione, perdendo il lavoro.

Ma una domanda sorge spontanea almeno a me: ItaAirways su che basi sta nascendo? Sara mica che anch’essa, si sia fatta finanziare dallo stato, gravando sempre di piu sul debito pubblico italiano?

Ebbene si, la risposta putroppo è si. Ma da dove nasce il problema del debito pubblico? e perché sempre piu aziende sfruttano questo asset a danno dell’intero popolo?

Le principali cause le possiamo individuare nelle grandi crisi finanziarie e in particolare nelle crisi dei debiti sovrani. Questo perché le situazioni di debito prolungato e di defualt permanente, hanno recato dei danni irrecuperabili allo stato Italiano, e alle tasche di tutti noi contribuenti. La soluzione però, per fortuna, sembra essere piu semplice delle parole complicate sopra utilizzate. E per farvici arrivare, voglio partire da una riflessione.

Perché secondo voi le grandi imprese utilizzano il debito pubblico-privato per finanziare la propria attivita?

Sicuramente perché la legge lo permette direte voi. E su questo posso essere d’accordo, ma vi è una motivazione piu rilevante.

Il debito pubblico viene così tanto chiamato in causa, perché fare impressa oggi è veramente difficile, estenuante a dir poco logorante.

Come certifica l’indicatore Doing Business della banca mondiale, l’italia è uno dei paesi mondiali dove e piu difficile fare impresa.

E io nel mio piccolo, quando avevo un attivita, ho avuto modo di viverlo personalmente. Tasse, spese, e pagamenti talvolta ancor prima di fatturare. Lentezza burocratica e amministrativa, richieste assurde e pochi incentivi di sviluppo.

Queste sono solo alcune della ragioni piu lampanti. Come uscire quindi da tutto questo? Qual possono essere le soluzioni concrete ?

La commissione europea, difatti, sono già diversi anni, che sta studiando a tavolino delle possibilità soprattutto a lungo termine di miglioramento globale. In merito a ciò, nel corso degli anni e delle varie riuini europee, è emerso che l’italia deve fare riforme per la crescita e al tempo stesso, aumentare l’avanzato primario, ma entrambe le opzioni purtroppo, sono state e sono tutt’ora per varie motivazioni, difficili da attuare. Per questo, è nata la ricerca di soluzioni alternative.

Quali sono? Nell’ultimo decennio, tra proposte fittizie, false e irrealizzabili, le uniche due che potrebbero aiutare davvero il nostro paese sono:

Mutualizzazione: ovvero l’idea presentata dal consiglio tedesco nel 2011, fu quella di mettere i debiti in eccesso della soglia del 60% in un fondo comune ( ERF, European Redemption Fund) che si sarebbe finanziato sul mercato per acquisire i debiti degli stati membri.

L’altra opzione, invece, per certi versi molto piu fattibile della prima, è rappresentata dalla creazione di un European Safe Asset, ossia di un titolo europeo privo di rischio. L’idea, difatti, e quella di aggirare l’ostacolo della scarsa fiducia che si frappone a progetti di mutualizzazione, creando contestualmente, un titolo europeo privo di rischio, con la finalia di mettere fine all’assimetria ad oggi registrata.

In ogni caso la situazione odierna rimane molto dubbiosa, perché entrambe le proposte possono dare un contributo importante di stabilità ma non allegeriscono direttamente l’ onere dell aggiustamento. (ovvero il problema maggiore) Però, come direbbe qualcuno di voi, poco è meglio di neinte, staremo a vedere.

La domanda finale quindi, in parte collegate a quest’ultimo discorso, è la seguente.

Riuscirà la nuova compagnia ad affermarsi negli anni, creando un sistema operativo vincente senza ripetere gli errori di alitalia? Molti degli esperti trovano riposta nelle possibili alleanze strategiche di successo con realtà estere. Concretamente, vediamo come gli eventi stanno andando in direzione di questa opzione. Difatti, vediamo come notizia degli ultimi giorni, l’interessamento di Delta, come possibile partner del nuovo marchio ITA.

“DELTA non ha intenzione di investire in ITA, ma ha avviato una conversazione per una possibile partership.”

Così afferma l’amminstratore delegato della compagna, ED Bastian.

Staremo a vedere, ad oggi siamo ancora in una fase di trattativa. Quello che è certo, è che le partnership strategiche, possono rappresentare un opzione di progressiva stabilità della nuova compagnia nel panorama mondiale, sempre a patto che non vengano sormontate da un tasso di indebitamento esorbitante, come nel caso di ALITALIA.