Anno III • Numero 245
9772039198001

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Mafia, il M5s attacca il centrodestra: «Grottesco screditare Scarpinato e nascondere le chat di Delmastro»

I parlamentari siciliani del Movimento contestano l’atteggiamento della maggioranza e chiedono di proseguire gli approfondimenti sulla “pista nera” della strage di via D’Amelio.

Duro attacco dei parlamentari siciliani del Movimento 5 Stelle alla maggioranza di centrodestra sul confronto politico e giudiziario intorno alla strage di via D’Amelio. Al centro della presa di posizione, la difesa di Roberto Scarpinato, le richieste di approfondimento sulla cosiddetta “pista nera” e la polemica sulle chat di Delmastro con una persona indicata nella nota come prestanome del clan Senese.

«Troviamo grottesco che la maggioranza di centrodestra processi mediaticamente un personaggio di straordinario spessore come Roberto Scarpinato», dichiarano gli esponenti pentastellati. Secondo i firmatari, il centrodestra promuoverebbe leggi e proposte di legge che impediscono di spezzare i legami tra apparati dello Stato e criminalità mafiosa.

Nella stessa nota, i parlamentari accusano la maggioranza di ostacolare le indagini sul clan Senese, «chiudendo in cassaforte le chat di Delmastro con il prestanome del clan». Un comportamento che il Movimento definisce espressione di una «legalità e un garantismo a targhe alterne».

Sul versante giudiziario, i rappresentanti del M5s sostengono che la tesi del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca e del gip dello stesso distretto Santi Bologna sia in contrasto con atti e riscontri già acquisiti dalla magistratura. Richiamano inoltre la richiesta di approfondimenti formulata dalla gip Luparello alla procura, che, secondo quanto affermano nella nota, sarebbe stata pienamente validata dalla Cassazione. «Non è possibile ignorare questi elementi», ribadiscono.

La critica si concentra quindi sull’atteggiamento della maggioranza che sostiene il governo Meloni. I parlamentari chiedono perché esponenti del governo e del centrodestra si oppongano, a loro giudizio, al proseguimento degli accertamenti sulla “pista nera”, che ritengono sostenuta da riscontri importanti. Richiamano anche uno striscione esposto a Palermo in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, interpretandolo come un tentativo di screditare quella direzione investigativa.

«Cosa temono che possa venire fuori?», domandano i firmatari, annunciando l’intenzione di continuare la propria iniziativa politica «senza timore alcuno».

La dichiarazione è sottoscritta da Davide Aiello, Dolores Bevilacqua, Luciano Cantone, Ida Carmina, Ketty Damante, Valentina D’Orso, Barbara Floridia, Pietro Lorefice, Daniela Morfino, Angela Raffa e Filippo Scerra, rappresentanti siciliani del M5s alla Camera e al Senato.