27 Settembre 2022

Giorgio Bonomi e i suoi autoscatti per insegnare la bellezza e il rispetto per il seno

Sabato 11 dicembre si è svolto presso Palazzo Bazzani l’incontro “Il Seno nell’arte” con il prof. Giorgio Bonomi, alla presenza di Alessandra Stipa, presidente FAI – Marche e Donatella Ferretti, assessore alla Cultura di Ascoli.
Tramite una rassegna d’immagini dall’arte antica a quella contemporanea si è ripercorsa la rappresentazione del seno fra maternità, nutrimento e malattia con aneddoti e curiosità da parte del critico, autore di libri e curatore di oltre 300 mostre.

Una risonanza inaspettata

L’evento ha scosso la curiosità e l’interesse anche di un pubblico giovane, tanto che la presidente del Fai Marche, Alessandra Stipa, ha così commentato: “È molto bello che i giovani abbiano risposto in questo modo a un’iniziativa del genere. Siamo riusciti a far comprendere il messaggio del Fai, una fondazione a carattere privato che si occupa di beni pubblici. La rinascita del gruppo giovani ha riscosso grande successo, segno che la città di Ascoli è vivace, vitale e ci sono molte forze sulle quali poter contare”. Il coordinatore di Fai Giovani è Gino Petronio, il quale ha organizzato l’evento in questione assieme a Eleonora Villa, vice capogruppo, ed Elisa Coccia, volontaria del direttivo.

L’autore

Giorgio Bonomi, laureato in Filosofia a Roma, ha pubblicato la sua tesi su Gramsci con Feltrinelli; si è dedicato in seguito alla critica dell’arte contemporanea curando oltre trecento mostre sia in Italia che all’estero, pubblicando una decina di libri negli ultimi vent’anni. Dagli anni Settanta si dedica l’autoritratto fotografico, ramo della fotografia attribuito più alle donne che agli uomini, le quali tendono a ritrarsi in molte occasioni senza veli; da questa considerazione nasce il progetto grazie al quale sono usciti due volumi, un terzo è in stampa, che raccolgono le foto di circa 1.500 artisti contemporanei di tutto il mondo.

La presentazione

Il professore Bonomi, prima d’illustrare gli autoscatti, ha effettuato una premessa storica per mostrare come il seno sia un elemento ricorrente nell’arte fin dalla preistoria arrivando all’epoca contemporanea. Queste sono le parole di Bonomi: “L’autoscatto è una fotografia che si fa da soli e le donne essendo nude hanno sentimenti diversi da quelli degli uomini come pudore e riservatezza. È importante specificare che queste fotografie non sono selfie, che sono foto ricordo non artistiche”. Nell’incontro ha trattato tre aspetti: il seno come bellezza, come fonte di nutrimento e malattia.

La visione del seno

Il seno nei secoli non ha mai fatto veramente scandalo rispetto alla visione di altre parti del corpo denominate come “intime”, ma questa tendenza si sta perdendo nell’epoca moderna, che in controtendenza all’idea di essere un periodo più libero e più consapevole, al contrario, tende sempre di più a essere un’epoca rinchiusa dentro i canoni della censura e di uno stringente “buon gusto” per cui anche sui social vengono quotidianamente censurati persino prodotti artistici che rappresentano immagini, o parti di esse, di nudo: TikTok ha sospeso l’account dell’Albertina Museum per aver mostrato le fotografie di nudo del celebre fotografo giapponese Nobuyoshi Araki, quindi i musei di Vienna hanno aperto un account su OnlyFans, sito in cui il nudo è libero senza censure (ma spesso a pagamento), Facebook invece aveva censurato la Venere di Willendorf del Naturhistorisches Museum, anche se poi aveva ammesso l’errore scusandosi il giorno seguente.
Bonomi ha mostrato delle slide che sono andate dalle prime rappresentazioni del seno con le Veneri di Willendorf, Botticelli, Tiziano, alla Fontana delle Tette di Treviso (1559) presente anche a Napoli col nome di Fontana Spina Corona o Fontana delle zizze.

Gli autoscatti

Tra i vari autoscatti, le artiste mostrate per la “bellezza” sono state: Carla Iacono, fotografa concettuale genovese, Debora Barnaba, fotografa beauty milanese, Donatella D’Angelo, artista milanese, Isabella Gherardi, disegnatrice fiorentina, Silvia Reichenbach, artista di origine torinese, le fotografe inglesi Rosy Martin e Kay Goodridge, Martina Grkinic, Catrina Zanirato, Natalia L.L., nota femminista, Agnese Purgatorio, Laura Valle, docente dell’accademia di Belle Arti di Torino, la fotografa Simona Palmieri, Cindy Sherman, maestra americana del travestimento e dell’autoscatto, Gala Colette, Sara Saudekova.

Per la categoria malattia, sono state scelte le foto scattate della britannica Jo Spence dal 1982 al 1992, anno della sua morte per tumore al seno; ma la malattia si può anche sconfiggere, e Bonomi manda un messaggio di positività con l’immagine che immortala la fotografa parigina Estelle Lagarde dopo l’operazione che l’ha guarita dal cancro. È stata mostrata anche Matuschka, icona della mastectomia con la sua foto pubblicata sulla copertina del New York Times Magazine, e viene anche toccato il delicato tema dell’anoressia con Giovanna Lacedra, che ha usato l’autoscatto come autoterapia per guarire.

Per la visione del seno come nutrimento Bonomi ha fatto riferimento alle Madonne del Latte. La Madonna diventa più umana in questa tipologia di rappresentazioni come in una delle prime della categoria raffigurata da Ambrogio Lorenzetti. Dolcezza, affetto e amore sono stati trasmessi anche con la visione del dipinto quasi inedito di Picasso, Maternità (1905), appartenente al suo periodo rosa.