1 Ottobre 2022

Primato europeo: Malta concede l’uso ricreativo di cannabis

Nuove concessioni

A Malta il parlamento ha acconsentito alla legalizzazione della marijuana per uso personale, è dunque il primo Paese in Europa che approva l’uso “ricreativo” della cannabis, con 36 voti favorevoli e 27 contrari. A breve arriverà anche la firma del presidente, George Vella, che però rappresenta solo una formalità. I voti contrari sono stati espressi dal Partito nazionalista all’opposizione. Con la nuova legge si potranno possedere per uso personale fino a 7 grammi di cannabis (naturalmente per i maggiorenni). Sarà concessa la coltivazione casalinga di un massimo di quattro piante, per un totale di 50g di prodotto essiccato, mentre sarà anche possibile costituire delle associazioni senza scopo di lucro, per la coltivazione diretta e la distribuzione fra i membri. Alle persone in passato condannate per possesso di cannabis sarà anche annullato il reato dalla fedina penale.

Lotta al mercato nero

L’obiettivo sarà la riduzione del mercato nero, nonostante si siano opposti oltre alla Chiesa, diversi enti composti da insegnanti e medici. A ogni modo è stata decretata la fine della criminalizzazione dell’uso di questa sostanza, anche se ne rimane vietato l’uso in pubblico e in presenza di minori. Sarà anche prevista la creazione di un’Authority statale che controllerà che la cannabis prodotta non entri a far parte del mercato nero, sono infatti state aggravate le condanne per spaccio illegale. La multa per i trasgressori andrà dai dai 50 ai 100 euro, con una quantità tra i 7 e i 28 grammi, oppure dai 300 ai 500 euro in caso di uso davanti a un bambino.

Nel resto d’Europa

Negli altri Paesi la situazione è differente; in Olanda il consumo di cannabis è legale, ma la vendita non lo è, quindi i coffe- shop sussistono per una sorta di “vedo-non vedo” istituzionale. In Spagna il consumo è consentito, ma non la vendita, nemmeno di piccole quantità, mentre in Lussemburgo è stata presentata una proposta per la legalizzazione dell’uso personale. In Italia sono state raccolte 630mila firme a sostegno della legalizzazione della coltivazione della cannabis, ma si è ancora in alto mare: non è consentito neanche l’uso diagnostico. Fuori dall’Europa, in Canada, Messico e molti Paesi degli Stati Uniti la legislazione si avvia nella stessa direzione di Malta.

Percorso per arrivare alla legge

 Per arrivare all’attuale legge, il percorso è iniziato circa un anno fa, quando è stato presentato un “libro bianco”, in cui il partito laburista proponeva la legalizzazione e una successiva consultazione pubblica durata sei mesi. Oltre al Partito Nazionalista, si sono opposte anche una quarantina di Ong, che hanno firmato una petizione che proponeva alcune modifiche alla legge. Si richiedeva, ad esempio, di inserire un tetto massimo alla quantita’ di Thc, il principio attivo della cannabis. Simile proposta, però, avrebbe potuto generare l’effetto contrario di favorire il mercato nero, con la vendita illegale di cannabis a  maggiore contenuto di thc, per cui la petizione è stata respinta dal governo. L’obiettivo principale della riforma del partito laburista è stato proprio la lotta alle mafie.