22 Maggio 2022

Djokovic, questioni di confine

Il fatto, per quel che vale

Novak Djokovic si è visto negato l’ingresso in Australia dove era atteso per giocare l’Australian Open. Trattenuto in aeroporto, sarebbe attualmente al Park Hotel, l’albergo destinato a rifugiati e richiedenti asilo. La documentazione presentata, necessaria all’ingresso in Australia in quest’epoca pandemica, si è rivelata insufficiente secondo il governo federale. Djokovic è notoriamente contrario alla vaccinazione. I certificati presentati, pare, non sono stati considerati validi a garantire l’esenzione medica richiesta dal tennista. Così il signore del tennis si è trovato (suo malgrado?) al vertice di un caso diplomatico internazionale.

Davanti all’accaduto, e prima di seguirne le conseguenze, ci sarebbero un paio di aspetti meritevoli di menzione.

Panatta sbaglia?

Il primo lo abbiamo già intercettato nelle dichiarazioni dell’ex campione Adriano Panatta, che tra l’altro ha citato una frase del marchese del Grillo, protagonista del film del maestro Mario Monicelli. Il marchese del Grillo a chi si stupisce del trattamento di favore che gli viene riservato risponde con una frase divenuta poi celebre.

“Io so’ io e voi non siete un cazzo.”

Mentre la ministra dell’Interno di Canberra, Karen Andrews, dichiarava che non sarebbero stati offerti trattamenti di favore, il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic dichiarava che la Serbia si sarebbe battuta per ottenere verità e giustizia. Cosette da comuni mortali, insomma.

A rileggere lo storico di questa pandemia, sono molti i casi di personaggi noti, ricchi, famosi, non soltanto sportivi, che hanno utilizzato la propria immagine e il proprio ruolo, la propria condizione sociale per scavalcare le regole, evidentemente non così rigide, che la politica ha imposto per arginare la diffusione del virus. I principi che abbiamo considerato validi e universali prima della comparsa del virus, di certo non potevano svuotarsi quando, più di ogni altra volta, il signorotto di turno ne aveva bisogno. Non è una critica diretta a Djokovic, che finora è  stato esentato dalla somministrazione del vaccino, ma una constatazione franca. Chi si sorprende ha dormito un lungo letargo.

La diffusione del virus

Il virus si sta rapidamente diffondendo. Una persona che non sappia di essere positiva, una persona asintomatica, vaccinata, provvista di documentazione necessaria, può circolare e alimentare la diffusione del virus. In Italia, per rimanere allo sport professionistico, squadre di calcio con focolai accertati continuano a giocare viaggiando tra le regioni e portando in dote la malattia. Dovrebbe fermarsi Novak Djokovic?

Il tennista non si è fermato. Ha fatto ricorso contro la sua espulsione dal territorio australiano e il provvedimento è stato sospeso. L’udienza è fissata per lunedì. Siamo certi che nel frattempo la quarantena a Melbourne non sarà troppo sgradevole. Dopotutto “io so’ io e voi non siete un cazzo”.