Caporalato nell’agro pontino

Caporalato nell’agro pontino

Sono state smascherate operazioni di caporalato, cioè intermediazione e sfruttamento del lavoro, nella filiera agroalimentare dell’Agro Pontino, con un’indagine guidata dalla procura di Latina. Le zone coinvolte sono Circeo, Fondi, Monte San Biagio Terracina, Sabaudia, San Felice e Maenza. Cinque aziende agricole sono state sottoposte a controllo giudiziario da parte del GIP, mentre per i due indagati, presumibilmente indiani o bengalesi, accusati di connettere i braccianti con gli imprenditori, è stata emessa la misura cautelare di non poter risiedere in provincia di Latina. 

Operazione “Big Master”

Oltre ai due caporali sono indagati sette imprenditori. L’operazione investigativa iniziata nel 2018 si chiama “Big Master” e ha preso avvio grazie a una protesta di alcuni migranti dei centri di accoglienza, riguardo allo sfruttamento subito sul lavoro. Anche durante il trasporto da un terreno all’altro, i braccianti viaggiavano al di fuori di tutte le norme sulla sicurezza, in furgoni pieni oltre il limite legale della capienza consentita. I lavoratori, accompagnati nei furgoni dai due intermediari, avevano contratti suddivisi fra le diverse aziende coinvolte nel sistema mafioso.

Ma quale lavoro?

I braccianti sfruttati erano per l’esattezza 96, sottoposti oltre che a condizioni di lavoro e contrattuali indegne, anche alla mortificazione psicologica di una sorveglianza stressante. Il guadagno illecito è stato calcolato in oltre 123.000euro, sequestrati ai criminali dall’autorità giudiziaria. Le buste paga non corrispondevano alle ore lavorative effettive e non c’erano i vari straordinari, per giornate di lavoro di molte più ore di quelle consentite dalla legge. I giorni di ferie e malattia non erano retribuiti: forme di schiavismo contemporaneo.

Proposte operative

Così il 16 febbraio, presso la Prefettura di Latina si sono riuniti degli esperti per attivare misure di controllo per la prevenzione di futuri episodi del genere e per  supportare le aziende con forme di credito agevolato. Il meeting istituzionale nasce dai progetti SprInt (Servizi e Prefettura in Rete per l’Integrazione) e Perla (Percorsi Di Emersione Regolare del Lavoro In Agricoltura), finanziati dai fondi ministeriale per la migrazione. Si è cercato di interrogarsi e lanciare proposte operative su come migliorare i servizi per i migranti, per la prevenzione dello sfruttamento e del lavoro irregolare, incrementando l’assistenza e l’integrazione.