27 Settembre 2022

Russia-Ucraina, la guerra di Putin tra sport e spettacolo

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha coinvolto il mondo dello sport e dello spettacolo, prevalentemente su posizioni contrarie a Vladimir Putin. Poteva andare diversamente? Forse no. 

Peace and love?

Non è certo la prima volta che artisti e sportivi si espongono con generiche soluzioni “peace” e “no war” oppure attraverso determinazioni più energiche. Potremmo contare anche i casi in cui gli stati belligeranti abbiano faticato ad accettare la contrapposizione di personaggi noti e in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica. Uno tra tanti (come non citarlo?) il compianto John Lennon che coi suoi messaggi di pace risultò indigesto al governo degli Stati Uniti, e all’allora presidente Richard Nixon, che tentò di allontanarlo dal territorio americano dove il cantautore fu poi assassinato non 1980.

Sono trascorsi molti anni e molte guerre su larga scala e dalla larghissima partecipazione prima di arrivare all’attacco russo  contro l’Ucraina, sanguinario e disumano (ma ne esistono forse di altro genere?). 

Da Madonna a Saviano

Giunti a questo punto, davanti alle violenze aberranti e ai morti di ogni età, alle distruzioni e al dolore raccontato dai media, le disapprovazioni si sono materializzate e hanno trovato robuste casse di risonanza nei social network, cari a quanto apprendiamo anche a tanti dittatori e capi di stato. Tra le prime voci contro Putin, s’è alzata quella di Madonna. Nulla di sacro ovviamente, parliamo della cantautrice americana che sul suo profilo Instagram ha pubblicato una riedizione del brano Sorry, in realtà un breve frammento in cui la canzone è accompagnata dalle immagini di Putin e Hitler sapientemente accostate, e da immagini di guerra.

Le origini ucraine della nonna di Leonardo Di Caprio avrebbero spinto l’attore a donare dieci milioni di dollari alle forze armate dell’Ucraina. Più morbida Joanne Rowling, l’autrice di Harry Potter, intenzionata a donare un milione di sterline a un ente di beneficenza allo scopo di aiutare i bambini ucraini.

Il nostro Saviano che dai suoi profili social rivolge spesso uno sguardo alla guerra, ospite in tv ha ricordato l’infausta fine dei profili invisi a Putin: l’imprenditore e politico Berezovsky, morto impiccato. Il fortunato imprenditore Khodorkovsky che dopo alcuni anni di carcere ha salpato verso la Germania e poi verso l’Inghilterra, è tutt’ora vivo. L’elenco è continuato, Navalny, Politkovskaja, Borovik. Saviano si è fermato prima di occupare i palinsesti delle prossime settimane.

Dal mondo dello sport

I microfoni di Radio Radicale hanno registrato un commovente intervento di Giovanni Guidetti, allenatore della nazionale femminile turca di volley:

“Penso che, come persona civile e come uomo, non si possa più accettare nel 2022  che per le idee di qualche incosciente si possano creare guerre, si possano invadere altre nazioni.”

Guidetti ha dichiarato anche che lo sport dovrebbe rimanere fuori dalla politica, sebbene in questa circostanza escludere le squadre e gli atleti russi dalle competizioni potrebbe chiarire le idee a Putin, fargli capire che ha sbagliato. In bocca al lupo, dunque.

Nel frattempo la FIVB ha scartato la possibilità che i campionati mondiali di pallavolo si disputino in Russia quest’anno, come era stato programmato. È stato cancellato il gran premio di Formula 1 che si sarebbe dovuto correre a Sochi, e i Mondiali Juniores di nuoto previsti a Kazan. Ma anche le altre federazioni sportive hanno escluso di svolgere manifestazioni in Russia, e hanno escluso in generale atleti e squadre russe, in alcuni casi offrendo una soluzione, competere senza bandiera come nel caso delle Paralimpiadi. Spera certamente di poter gareggiare, seppure senza bandiera, il tennista Daniil Medvedev. La Wta e la Atp lo permetteranno ai tennisti russi e bielorussi.  Nuoto e ciclismo sono andati nella stessa direzione. Medvedev si è detto favorevole alla pace e ha evitato di entrare nel merito del conflitto in corso, qualcuno direbbe che la prudenza non è mai troppa.

San Pietroburgo ha detto addio alla finale di Champions League fissata per il prossimo 28 maggio, e spostata a Parigi. Il calcio ha stralciato dalle competizioni internazionali club e nazionale russa. Il Chelsea, squadra inglese appartenente a Roman Abramovich, vicino a Putin, pareva destinato a cambiare proprietà prima che i beni “inglesi” dell’oligarca venissero congelati.

Tra il russo Miranchuk e l’ucraino Malinovsky, calciatori dell’Atalanta, c’è una bella amicizia.

L’università italiana non è stata a guardare i tumulti, ma Fyodor Dostoevsky meriterebbe un capitolo a parte.