18 May 2022

Macron si afferma al primo turno delle elezioni francesi

Il presidente francese ottiene la maggioranza dei voti al primo turno delle elezioni presidenziali francesi

Al ballottaggio affronterà la leader dell’estrema destra Le Pen. Terzo arrivato Melenchon del partito La France Insoumise. A causa della polarizzazione del voto il presidente francese dovrà essere in grado di convincere soprattutto gli elettori della formazione della sinistra radicale. 

Il presidente francese Macron ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con il 27,6% dei consensi. Il risultato è migliore di quello era stato previsto nei sondaggi, che accreditavano il candidato uscente di circa il 26% delle preferenze. I voti ricevuti da Macron sono maggiori in termini percentuali anche di quelli che il leader del partito La Repubblique en Marche ha ottenuto nelle elezioni presidenziali del 2017, dove ha riscosso il 24 % dei consensi. Al secondo posto si è piazzata, come previsto, Marine Le Pen del partito Rassemblement National, che ha invece raggiunto il 23,4% delle preferenze. Terzo è arrivato invece Jean-Luc Melenchon della formazione La France Insoumise con il 21,95% dei voti. Il miglior risultato di sempre per il leader della sinistra radicale francese.

I risultati degli altri candidati

In ribasso rispetto ai sondaggi i risultati degli altri 9 candidati. Eric Zemmour di Reconquete, partito dell’estrema destra francese, ha ottenuto solamente il 7% delle preferenze. Un dato molto al di sotto di quelle che erano le intenzioni di voto in suo favore, stimate intorno al 10% appena due settimane fa. Al quinto posto è giunta Valerie Pecresse dei Repubblicani con il 4,79% dei consensi. Un risultato disastroso per la candidata del partito di centro-destra francese, che appena un mese fa era accreditata di circa il 12% dei voti. Sesto è arrivato Yannick Jadot con il 4,58% delle preferenze, in linea con le attese dei sondaggi, e settimo Jean Lassalle del partito Resistons, con il 3,16% consensi. Il comunista Fabien Roussel ha ottenuto invece il 2,31% delle preferenze. Nicolas Dupont-Aignan di Debout La France ha ricevuto il 2,07% dei voti. Anne Hidalgo del partito socialista è stata scelta invece solamente dall’1,74% delle persone che si sono recate alle urne. Un risultato pessimo per uno degli storici partiti della sinistra francese, che nel 2012 aveva vinto le elezioni con Hollande. Concludono la classifica elettorale Philippe Poutou di Sinistra Anticapitalista con lo 0,77% dei voti e Nathalie Artaud di Loutte Ouvriere con lo 0,57% delle preferenze.

Il tasso di partecipazione alle elezioni è stato del 74%, in discesa di 3 punti rispetto alle scorse consultazioni presidenziali.

Il voto del secondo turno

Pecresse, Hidalgo e Jadot hanno dichiarato che al secondo la loro scelta ricadrà su Macron. Anche Melenchon sembra intenzionato ad appoggiare il presidente uscente: ”Neppure un voto deve andare a Marine Le Pen!”. Ha esclamato dal palco il leader de La France Insoumise la scorsa sera. Lassalle non ha dato invece indicazioni di voto.

I primi sondaggi danno Macron vincente a secondo turno contro la candidata dell’estrema destra con il 54% dei consensi. Per il presidente francese in queste due settimane sarà importante riuscire a convincere soprattutto gli elettori di sinistra che hanno votato il partito La France Insoumise. Un compito non semplice, in quanto le persone che hanno scelto Melenchon, hanno dato fiducia a un candidato con un programma che dà più benefici alle classi popolari che al ceto medio e alle elite. Macron dovrà probabilmente ricalibrare il suo programma per attrarre i voti dell’elettorato della sinistra radicale.

Per la candidata dell’estrema destra Le Pen è arrivato invece l’appoggio del candidato Eric Zemmour e di Nicolas Dupont-Aignan. I due candidati hanno ottenuto percentuali di voto piuttosto basse, che arrivano in totale al 9%. La strada per Le Pen sembra essere in salita, anche se gli ultimi sondaggi la danno perdente al secondo turno con il 46% dei voti. Ma il divario con Macron potrebbe salire se la partecipazione elettorale dovesse mantenersi alta.

Alle scorse elezioni al primo turno, dove si presentarono 36 milioni di persone, Le Pen ottenne 7 milioni e 600 mila voti, pari al 21% dei consensi. Al ballottaggio invece, con un’affluenza di 31 milioni di persone, la leader del Front National prese 10 milioni e 6oo mila preferenze. Solamente 1 milione di voti in più della somma delle preferenze ottenuta dal suo partito e da quello di Dupont-Aignan ( che diede indicazione di voto per Le Pen al ballottaggio) al primo turno.

Macron invece fu scelto da 20 milioni e 700 mila persone. Su di lui confluì la scelta della maggior parte delle persone che votarono al primo turno il partito repubblicano, il partito socialista e di una parte dei votanti della formazione La France Insoumise. Anche questa volta il risultato potrebbe ripetersi. Il presidente francese  però, dovrà essere in grado di convincere gli elettori della sinistra radicale, non più i moderati di destra e sinistra come invece avvenne nel 2017. 

Marco Orlando